Tel Aviv, alta tensione in consiglio a Milano. Albiani (Pd): “Se non sono bambini bianchi e cattolici non ce ne frega niente…”

Le "anomalie" della lettera giunta dal sindaco di Tel Aviv che ha di fatto bloccato lo stop al gemellaggio. Spaccatura clamorosa in maggioranza

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“Cercherò di rimanere calmo, mi tremano le mani dal nervoso”. Inizia così l’intervento nell’aula del consiglio comunale di Milano di Michele Albiani, esponente dem protagonista di cinque minuti di fuoco nei quali ha espresso tutta la sua indignazione per la sospensione della decisione di interrompere il gemellaggio con Tel Aviv dopo l’attacco militare al Libano da parte di Israele.

Un breve riepilogo delle puntate precedenti: da ampie parti del Pd e della maggioranza la spinta era forte da tempo per giungere all’interruzione del gemellaggio con la città israeliana. A ottobre 2025 si era giunti ad un fragile compromesso: avanti con il gemellaggio, ma pronti a dire basta se si fosse registrata una nuova escalation di violenze. Poi, a inizio aprile 2026, l’aggressione al Libano. E le parole – che sembravano inequivocabili – del segretario dem cittadino Alessandro Capelli, con la richiesta al sindaco di “dare attuazione a quell’ordine del giorno e sospendere il gemellaggio con Tel Aviv”. Decisione non senza conseguenze, con l’esponente Pd Emanuele Fiano ad un passo dal lasciare il partito. Ma anche all’interno della maggioranza comunale hanno iniziato a manifestarsi dei distinguo. Soprattutto, è stato rimarcato come Tel Aviv sia la città che maggiormente sta contestando dall’interno le politiche di Benjamin Netanyhau. Quindi, come raccontato da Milano Quotidiano, l’arrivo di una lettera a Beppe Sala dal suo omologo di Tel Aviv Ron Huldai. Una missiva con cui Huldai chiede di ripensarci e non interrompere il gemellaggio. Richiesta di fatto fatta propria dallo stesso Sala. Una doccia gelata per quei consiglieri del Pd e del resto della maggioranza che attendevano di vedere votato il provvedimento nella seduta di Giunta del giovedì 16 aprile. Tutto bloccato.

Albiani: “Ucraina e Gaza, un doppio standard”

E tra i più furiosi proprio Albiani. Che ha anche messo in fila alcune presunte anomalie nella comunicazione da Tel Aviv inoltrata ai consiglieri: “Aspettavamo tutti finalmente la decisione sul gemellaggio, ma oggi con un colpo di scena è arrivata questa letterina, utilizzata per dare una motivazione politica alla decisione di non sospendere ancora – per adesso – il gemellaggio con Tel Aviv. Perché parlo di letterina? Si tratta di un semplice file word, senza firma autenticata del sindaco Huldai. Dalla lunghezza di un post social, non impaginata. Non ne mettiamo in dubbio l’autenticità, ma risulta anche che sia stata effettuata una modifica al testo in un secondo momento. Cosa è stato modificato?”, si chiede Albiani.

Il consigliere Pd prosegue in un crescendo di indignazione: “Sono tante le parole che non compaiono in questa lettera: Gaza, Palestina, guerra, pace, bombe, morti, Netanyhau, giustizia, Cisgiordania, Libano, coloni, bambini. Parole che abbiamo fatto nostre più volte in questi anni. Ora invece non riusciamo nemmeno a dare un segnale politico sospendendo il gemellaggio”. La conclusione è corrosiva: “Mi sembra che ci sia un vero e proprio doppio standard. Quanti ordini del giorno abbiamo votato in lacrime per i bambini ucraini? E invece, quando si tratta di bambini che non sono cattolici e bianchi, pare che non ce ne freghi niente…”

Anche i Verdi all’attacco: “Lettera da Tel Aviv assolutamente irricevibile”

Anche i Verdi Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara si sono mostrati estremamente critici: “Abbiamo ricevuto e letto il documento ufficioso, un file word modificabile, la cui ultima modifica risulta di una persona dipendente del Comune di Milano, che il Sindaco Ron Huldai avrebbe invitato al Sindaco Sala per chiedere di non interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. A prescindere dalla genesi, si tratta di un documento assolutamente irricevibile, che non affronta in nessun modo i nodi che hanno spinto il Consiglio a chiedere la sospensione: non parla del genocidio a Gaza, delle decine di migliaia di bambini uccisi a breve distanza dalla capitale di Israele, non delle violazioni al cessate il fuoco, non dell’occupazione illegale del sud del Libano né della guerra a bassa intensità mai interrottasi in Cisgiordania. Questo documento ci convince ancora di più dell’impossibilità di mantenere un gemellaggio con un’Amministrazione che sceglie il silenzio, l’omertà di fronte a questi crimini”.

“Siamo profondamente sconfortati – prosegue la nota – dai continui tentativi operati dal Sindaco in queste settimane di nascondersi per evitare di attuare una precisa richiesta del Consiglio e dei due maggiori partiti della maggioranza: PD e Europa Verde. A maggior ragione ci sorprende e delude la decisione della Giunta di assecondare la fuga dalla responsabilità del Sindaco. Come espresso chiaramente anche nella Giunta comunale odierna dall’assessora Grandi, continuiamo a chiedere la sospensione del gemellaggio e andremo avanti ancora finche’ la volontà del Consiglio e dei Municipi non verrà rispettata”.

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