Anche se non è una cosa prettamente meneghina, mi ha molto colpito il caso di Mario Adinolfi. Intendiamoci: per me è innocente. Perché non essendo stato ancora condannato, ed essendoci in giro solo l’ordinanza dei pm, bisogna ritenere che sia innocente. Questo dice la legge italiana, questo dice la mia legge morale, e vale per gli assassini, figuriamoci per Mario Adinolfi.
Premesso questo, mi sono molto stupito a leggere tutte le interviste dei presunti truffati da Adinolfi. In pratica hanno dato decine di migliaia di euro a uno perché le scommettesse collettivamente e desse un ritorno economicamente rilevante. Mi è venuto in mente che ogni volta che guardo le pubblicità che emergono compulsivamente sui vari siti internet, quando sfoglio le mail con gli zii d’America che ti dicono che hai ereditato un fantastiliardo ma che prima chiedono che tu gli faccia un primo versamento, mi chiedo: ma chi è così fesso da cascarci, nel 2026? Ecco, la vera rivelazione ogni volta che ci sono casi del genere, non è che ci sia il truffatore – la cui colpevolezza va sempre dimostrata – ma che ci sia il truffato.
Ce ne sono un sacco anche in una Regione avanzata come la Lombardia, anche in un Comune avanzato come Milano. Perché solo un cretino integrale può pensare che perché uno si mette e prega la Vergine Maria allora vince una scommessa. Ecco, diciamo che quando ci sono casi del genere, quando vengono confermati in giudizio, la meraviglia è che ci siano i deficienti, più che quelli che se ne approfittano – anche se le due cose in effetti sono causa ed effetto. Eppure è così. Quando facciamo anche le nostre raffinate analisi politiche sulla percezione della sicurezza, sulle primarie, sulle grandi idee di inclusione, forse dovremmo tenerne conto. Quando facciamo le nostre valutazioni forse dovremmo avere un po’ di quella umanità che Vanna Marchi non aveva (la sua celebre e volgare frase che tradotta suona “gli scemi vanno fregati” è diventata purtroppo un motto dei tempi moderni). Ed elaborare politiche anche per loro, per gli scemi.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


