E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Il successo delle Olimpiadi invernali ha riacceso a Milano un entusiasmo che non si respirava da tempo per quelli che impropriamente sono definiti “sport minori”. Oltre al calcio, oltre a Milan ed Inter, ci sono vita, passione e… business. L’onda lunga di Milano Cortina sta portando sotto la Madonnina diversi dossier di grande interesse. Alcuni progetti sono in fase avanzata, altre sono suggestioni ancora alla ricerca di una propria piena identità.
Tra i fronti dai contorni più definiti – e più direttamente connessi alla legacy olimpica – c’è il ritorno dell’hockey maschile. Dalla stagione 2026/2027 il Milano Hockey Club, una nuova formazione, parteciperà alla Ice Hockey League. La squadra giocherà le partite casalinghe nella Fiera Ice Arena, nuovo impianto da 4mila posti – inizialmente temporaneo – in Fiera Milano Rho, ed il cui primo pilastro è stato posato il 6 luglio. La Fiera Ice Arena ospiterà anche l’attività giovanile e femminile del Milano Hc Prospects, oltre a pattinaggio di figura, short track e curling. La gestione è affidata a Fria ssd (Fiera Rho ice academy) partecipata da Fisg e Fondazione Fiera Milano.
Ma a Milano c’è fermento anche attorno a due altri sport che stanno conoscendo una nuova stagione di grande popolarità: basket e tennis. Il futuro sotto la Madonnina di entrambe queste discipline passa tuttavia curiosamente dal calcio. Ed in particolare dalle scelte fatte dal Milan tra le aree di San Siro e San Donato. Frontale ha approfondito questi intrecci parlando direttamente con fonti interne alla Federtennis.
Come noto, nel giugno 2023 il Milan ha acquisito l’area di Sport Life City a San Donato Milanese, quando concreta sembrava essere la possibilità di realizzarvi un nuovo impianto di proprietà. Ma nel settembre 2025, il TAR della Lombardia ha bocciato l’iter urbanistico su cui si basava l’area, compresa la richiesta del Milan di trasformare la vecchia “cittadella sportiva da 20mila posti” in uno “stadio da 70mila posti”. La decisione del Tribunale ha contribuito a riportare il club verso San Siro. Attualmente, però, il Milan si trova ancora in pancia questi terreni. Che stanno progressivamente perdendo valore: iscritti a bilancio per una quarantina di milioni al momento dell’acquisto, nell’ultimo esercizio sono stati svalutati per undici milioni di euro a causa del cambio di destinazione d’uso. Ecco quindi spiegato perché negli ultimi giorni l’area di San Donato si è trovata al centro di speculazioni sul suo utilizzo futuro.
Il tennis a San Donato: perché sì e perché no
La prima ipotesi vorrebbe San Donato come sede del nuovo torneo di tennis su erba ATP 250 per il quale la Federtennis ha rilevato la licenza da Bruxelles a partire dal 2028. L’elemento che più ha contribuito a questa suggestione è stata la nomina di Massimo Calvelli, già amministratore delegato di ATP fino al 2025, prima a responsabile per gli investimenti di RedBird fuori dagli Stati Uniti e poi a nuovo CEO del Milan in sostituzione di Giorgio Furlani. La grande esperienza di Calvelli nel mondo del tennis, però, potrebbe non rivelarsi sufficiente a portare il nuovo torneo a San Donato. Fonti interne alla Federazione interpellate da Frontale hanno infatti confermato che, sebbene sia certo che il torneo sarà nel Nord Italia, non è stata ancora presa una decisione né riguardo alla città né tanto meno riguardo all’impianto. Perché se da un lato Federtennis ha aperto a varie regioni (“Abbiamo alcuni siti che siamo già andati a vedere in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia”, ha dichiarato il presidente Angelo Binaghi), dall’altro a Milano varie opzioni sono sul tavolo. L’alternativa più credibile porta nuovamente a Fiera Milano. La Fondazione ha infatti espresso interesse sia per le ATP Finals (per le edizioni dal 2028 al 2030, magari collaborando nuovamente con l’Arena Santa Giulia a Rogoredo) che, soprattutto, per il nuovo torneo su erba, forte del consenso ricevuto con i Giochi Olimpici di inizio anno e di una macchina logistica già in moto con l’apertura della nuova Ice Arena.
Il progetto NBA Europe e gli intrecci tra RedBird, Oaktree ed Eurolega
Non è l’unico motivo per cui la pista del tennis a San Donato potrebbe essersi raffreddata. Sulla scena sta infatti irrompendo il progetto della nuova lega di basket NBA Europe, pensato per portare nel Vecchio Continente il format (e i capitali) della pallacanestro statunitense. Cosa c’entra il Milan? Il patron Gerry Cardinale si è mostrato subito interessato al progetto, incontrando i vertici NBA a Londra nel gennaio di quest’anno. Ce lo si poteva aspettare, anche perché uno dei principali soci ed investitori di RedBird è la leggenda del basket LeBron James. Sull’onda di queste relazioni positive, il fondo proprietario del Milan ha stretto una partnership con la Pallacanestro Varese per costruire la squadra con cui candidarsi alla franchigia milanese di NBA Europe. L’offerta presentata soddisferebbe il criterio di iscrivere alla nuova lega una società già partecipante a un campionato nazionale e contemporaneamente porterebbe alla necessità di costruire un nuovo impianto a San Donato.
Su tutto pende ad ogni modo la Spada di Damocle delle azioni – anche legali – che l’Eurolega potrebbe intraprendere contro il nuovo progetto Made in Usa. Se al contrario Eurolega e NBA Europe trovassero un accordo, gli scenari si ribalterebbero. Perché in tal caso la franchigia di Milano potrebbe essere assegnata come scelta naturale all’Olimpia, squadra storica della città e azionista Eurolega. Decisione che escluderebbe del tutto RedBird e che costringerebbe Cardinale a pensare ad un ulteriore nuovo piano per l’area di San Donato. L’ulteriore beffa: Oaktree, il fondo proprietario dell’Inter, avrebbe iniziato una trattativa col Gruppo Armani per entrare nell’azionariato dell’Olimpia. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.
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