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Gherardini, l’archivio guarda al futuro: la nuova collezione tra memoria e innovazione

La maison fiorentina presenta la Fall Winter 2026/2027 e rilegge i propri codici storici attraverso nuove forme, materiali e colori. Al centro il Softy, affiancato dalle icone d’archivio e da una rinnovata ricerca sulla pelle italiana.

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Oltre 140 anni di storia non sono soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa da reinterpretare. È da questo principio che prende forma la collezione Fall Winter 2026/2027 di Gherardini, maison fiorentina fondata nel 1885, che per la nuova stagione torna a guardare al proprio archivio per costruire un linguaggio contemporaneo.

Chiusure storiche, dettagli metallici e particolari distintivi vengono recuperati e riletti, diventando il punto di partenza per l’evoluzione di alcune delle borse più rappresentative del marchio. Piattina, Amazzonia, Dodici Dodici ed Emma cambiano proporzioni, materiali e interpretazioni, mantenendo però riconoscibile l’identità che ne ha segnato la storia.

Il Softy si rinnova tra nuove forme e colori

Il protagonista resta il Softy, forse il codice più immediatamente associato a Gherardini. La collezione ne amplia le possibilità con modelli shopper, hobo e crossbody pensati per un uso quotidiano, ai quali si aggiungono lavorazioni come le versioni Padded e Reversible. Anche il colore contribuisce al rinnovamento: alle tonalità ormai iconiche Toffee, Excalibur e Forest si affiancano accenti più stagionali, come Lime e Bordeaux.

Più rigorosa è invece la proposta Millerighe, concentrata su pochi modelli essenziali e caratterizzata esclusivamente dalla rifinitura nera. Una scelta che accentua il disegno delle borse e ne sottolinea la vocazione più grafica e contemporanea.

La pelle reinterpreta i codici storici della maison

La pelle amplia ulteriormente il racconto della stagione. Il Monogram Suede riprende il motivo storico del monogramma in una versione più discreta e introduce la nuova chiusura Labirinto G, ispirata agli elementi dell’archivio della maison. Il Naplak, dalla superficie lucida e grinzata, porta un accento più attuale sulle silhouette storiche, mentre il Vitello valorizza i modelli d’archivio con una pelle italiana pregiata e resistente. La Stampa Cocco, infine, rilegge le forme Archivio con una proposta più accessibile.

Gherardini, una storia tutta italiana

Un elemento resta centrale nella strategia della maison: la produzione italiana. Tutti i materiali della collezione Fall Winter 2026/2027 sono stampati e realizzati in Italia, a conferma del legame tra Gherardini e la tradizione manifatturiera fiorentina.

Fondata a Firenze nel 1885 da Garibaldo Gherardini come laboratorio artigianale specializzato in piccoli articoli di pelletteria, la maison ha costruito nel tempo la propria identità attraverso l’incontro tra artigianalità, ricerca sui materiali e funzionalità. Dal monogramma al tessuto Softy, la sua storia è stata segnata dalla capacità di trasformare la tradizione in nuovi codici.

L’archivio diventa il punto di partenza per il futuro

Oggi questa evoluzione prosegue con il rilancio del marchio. Dal 2024 Gherardini è sostenuta dalla holding giapponese Itochu, che ha affidato la licenza globale, con esclusione del mercato giapponese, a Pelletteria Fiorentina Montecristo, realtà artigianale fiorentina chiamata a proseguire l’eredità della maison.

La collezione FW26/27 si inserisce così in un percorso che non punta semplicemente a riproporre il passato, ma a utilizzarlo come materia prima per il futuro.

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