The Milan Show-Biz

The View by Valerio Braschi: il giro del mondo in tavola con vista sul Duomo

Nel cuore di Milano, lo chef trasforma i suoi viaggi in un’esperienza gastronomica immersiva tra contaminazioni internazionali, tecnica contemporanea e una delle location più spettacolari della città

Valerio Braschi
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C’è una Milano che si osserva dall’alto, tra le guglie del Duomo e le vetrate della Galleria Vittorio Emanuele II, e una Milano che si assapora. È quella immaginata da Valerio Braschi al The View, il progetto gastronomico che porta la sua firma e che punta a ridefinire il concetto di esperienza gourmet attraverso un menu costruito come un viaggio senza confini.

Affacciato su Piazza del Duomo, all’interno del building di Glamore Group in Piazza del Duomo 21, The View è uno spazio raccolto e sofisticato, con circa trenta coperti e una doppia vista privilegiata sul cuore monumentale della città. Un luogo pensato non soltanto per mangiare, ma per vivere un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi.

Per Braschi il viaggio non è semplice evasione, ma materia creativa. Ogni destinazione attraversata diventa memoria gastronomica, intuizione, tecnica e suggestione da trasformare in piatto. Nasce così un percorso degustazione che intreccia culture, ingredienti e tradizioni lontane, mantenendo però un’identità italiana ben riconoscibile.

Il menu si apre con una cernia accompagnata da ají amarillo e curry verde, omaggio alle suggestioni peruviane, per poi proseguire con un barracuda arricchito da richiami alla cacciatora di pollo, mela verde e camomilla, dove le foglie di curry dello Sri Lanka dialogano con sapori più familiari. Il viaggio continua in Cina con lo Zhēng Dàngēng, delicato budino d’uovo della tradizione orientale, e approda poi in Scandinavia grazie a un salmone servito con salsa nordica.

Tra i piatti più rappresentativi emerge il raviolo all’anatra con cinque spezie, avgotaraco, shiso e lime: un incontro raffinato tra Italia e Asia che sintetizza perfettamente la filosofia dello chef. Non mancano incursioni nei Balcani con riso, ajvar e kaymak, ispirati ai viaggi tra Serbia e Bosnia, mentre l’agnello inglese con mela annurca, nocciola e aneto restituisce una visione contemporanea della cucina europea.

Il percorso prosegue con il Glacier 51 e manzo, piatto che crea un ponte ideale tra Australia e Spagna attraverso una salsa rubia gallega intensa e avvolgente. Fino ad arrivare a “L’errore perfetto”, omaggio creativo al Giappone, e al dessert finale: una sorprendente bavarese al lime e riccio di mare che chiude l’esperienza con una contaminazione audace quanto memorabile.

Quella firmata da Braschi è una cucina post-moderna che parte dalla tradizione per superarla, aprendosi a influenze globali senza perdere autenticità. Il risultato è un racconto gastronomico che attraversa Sud America, Asia ed Europa orientale con naturalezza, trasformando ogni portata in un frammento di viaggio.

Ma al The View non è soltanto il menu a lasciare il segno. La forza del progetto sta nella capacità di unire alta cucina, atmosfera e bellezza architettonica in un’unica narrazione. Oggi la ristorazione è sempre più costruzione di emozioni: il gusto si intreccia con la luce, il panorama, il design e l’energia di uno spazio. In questo equilibrio tra cucina e scenografia, The View si propone come uno dei luoghi più suggestivi di Milano, pensato per chi cerca esperienze autentiche e ricordi da condividere.

Più che un ristorante, un punto di osservazione privilegiato sul mondo e sulla città.

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