
“Abbiamo rafforzato il ruolo di Triennale Milano come punto di riferimento nel panorama mondiale della cultura contemporanea”. Con queste parole Stefano Boeri traccia il bilancio del suo secondo mandato alla guida della Fondazione, arrivato al termine con l’ultima riunione del Consiglio di amministrazione nominato nel 2022. “Si conclude in questi giorni il mio secondo mandato come Presidente di Triennale Milano. Ringrazio con tutto il cuore i dipendenti, i consulenti, i mediatori, i membri del Comitato Scientifico e del Consiglio di Amministrazione e la Direttrice Generale per il lavoro svolto in questi otto anni. Insieme abbiamo rafforzato il ruolo di Triennale Milano come punto di riferimento nel panorama mondiale della cultura contemporanea. Sono certo che Triennale Milano […] consoliderà ancora di più nei prossimi anni il suo ruolo propulsivo nella cultura italiana e internazionale”. Un passaggio che segna la fine di un ciclo iniziato nel 2018 e proseguito con la riconferma per il quadriennio 2022-2026.
Il bilancio del quadriennio: strategia, spazi e pubblico
Nel periodo appena concluso, il Consiglio di amministrazione – con Elena Vasco vicepresidente e consiglieri Giulietta Bergamaschi, Stefano Bordone, Regina De Albertis, Alda De Rose, Sara Goldschmied, Claudio Luti e Stefano Zecchi – ha lavorato su quattro direttrici principali: public engagement, riorganizzazione degli spazi, rafforzamento internazionale e stabilità gestionale. Cuore della trasformazione è stato il piano strategico “Design the Future”, che ha guidato una fase di rinnovamento profondo, mantenendo continuità con l’identità storica dell’istituzione ma adattandola ai cambiamenti culturali e sociali contemporanei.
Tra internazionalizzazione e grandi progetti
Sul piano internazionale, Triennale ha consolidato la propria presenza attraverso collaborazioni con istituzioni di primo piano come Serpentine di Londra, ESA, Fondation Cartier e Design Doha Biennial. Le Esposizioni Internazionali – dalla 23ª “Unknown Unknowns” del 2022 alla 24ª “Inequalities” del 2025 – hanno ampliato la risonanza globale dell’istituzione. Parallelamente è cresciuta l’attività espositiva all’estero e si è rafforzata la dimensione multidisciplinare, con il coinvolgimento di artisti, designer e nuove generazioni creative.
Il Palazzo dell’Arte è stato al centro di un’importante riqualificazione firmata da AR.CH.IT Luca Cipelletti, con interventi che hanno ridefinito funzione e accessibilità degli spazi. Tra le novità più rilevanti, l’apertura del centro studi “Cuore” e la trasformazione del Piano Parco, con nuovi ambienti dedicati a musica, creatività e socialità, come Voce Triennale e Cucina Triennale. Un percorso che ha rafforzato il ruolo della Triennale non solo come luogo espositivo, ma come spazio di produzione culturale.
I dati del quadriennio parlano di circa 3 milioni di visitatori, con una forte presenza di pubblico giovane e attivo. Sul piano economico, il modello si conferma misto pubblico-privato, con il 43% dei ricavi da fonti pubbliche e il 57% da private, su un fatturato complessivo di 20 milioni. Il patrimonio è cresciuto di oltre 6 milioni tra il 2022 e il 2025, segno di una gestione definita sostenibile.
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