Milano Quotidiano

Un attivista per Palazzo Marino: la “candidatura collettiva” di Tommaso Goisis

Dal percorso nell’attivismo civico all’esperienza nelle istituzioni e nel privato: il 36enne annuncia la corsa alle (eventuali) primarie del centrosinistra a Milano

(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)
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Definisce la sua candidatura un “progetto collettivo“. Sulla scia del percorso di attivismo militante che lo ha contraddistinto negli ultimi anni. Non senza qualche significativa deviazione. Tommaso Goisis ha annunciato lunedì 22 giugno la sua intenzione di partecipare alle eventuali primarie della coalizione di centrosinistra per scegliere il sindaco di Milano. Un nome, quello del 36enne, che va dunque ad aggiungersi a un rosario già piuttosto lungo di papabili eredi di Beppe Sala. “Vogliamo orientare la politica milanese partendo da chi abita la città”, ha spiegato davanti ai circa 500 sostenitori che si sono riuniti in piazza per chiedere le primarie.

Chi è Tommaso Goisis

Ma chi è Goisis? Esperto di politiche pubbliche, urbane e di digitalizzazione, Goisis ha attraversato negli ultimi quindici anni amministrazioni pubbliche, aziende private, istituzioni nazionali e attivismo civico. Un percorso non lineare, ma tenuto insieme, almeno nel suo racconto, dal valore attribuito alla partecipazione e ai processi collettivi. “Ho sempre creduto che le idee migliorino nel confronto e che la politica possa migliorare la vita di ogni persona, soprattutto di chi ha avuto meno opportunità”, ha raccontato in un’intervista a Repubblica. Indicando nel costo della vita e nell’accesso alla casa il problema numero uno oggi a Milano.

Dagli staff di Palazzo Marino al settore privato e alla trasformazione digitale

Palazzo Marino lo ha già frequentato da giovanissimo: tra il 2013 e il 2018 ha lavorato negli staff di due assessori. Prima con Chiara Bisconti, titolare delle deleghe al Benessere, alla Qualità della vita, allo Sport e al Tempo libero nella giunta Pisapia, poi con Gabriele Rabaiotti, assessore alla Casa e ai Lavori pubblici durante il primo mandato di Giuseppe Sala. Conclusa la parentesi a Palazzo Marino, Goisis è passato al settore privato, diventando responsabile delle partnership istituzionali di Airbnb per l’Italia e il Sud-Est Europa. Un incarico che, inevitabilmente, lo ha collocato dentro uno dei settori più controversi per una città alle prese con l’aumento degli affitti e la riduzione degli alloggi disponibili per la locazione ordinaria. E infatti nel 2022 ha lasciato l’azienda, ritenendo quel modello di ricettività in conflitto con la crisi abitativa milanese. È quindi approdato al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, entrando nel gruppo dedicato alle relazioni istituzionali e tornando così nell’ambito delle politiche pubbliche, questa volta sul piano nazionale.

L’attivismo con “Sai che puoi?”

Parallelamente, Goisis ha costruito il proprio profilo soprattutto nell’attivismo civico milanese. Nel 2021 ha contribuito alla nascita di “Sai che puoi?“, associazione progressista fondata con l’obiettivo di favorire la partecipazione diretta dei cittadini al governo della città e della quale è stato presidente. Una realtà che, ha tenuto a precisare durante il lancio della candidatura, resta autonoma dalla politica elettorale. Le battaglie di “Sai che puoi?” lo hanno portato al cuore di alcune delle tematiche più dibattute all’ombra della Madonnina. Dalla piscina Argelati alla sicurezza stradale, con il censimento dei parcheggi irregolari a Milano e le iniziative contro le morti sulle strade. Insomma, Goisis ha già dimostrato di saper mobilitare i milanesi. Certo generare un’onda abbastanza grande da portarlo a Palazzo Marino è un’altra storia. Ma il primo passo è stato fatto: “Mi candido, ma mi piace dire soprattutto che ci candidiamo. Oggi ci sono già circa 500 persone coinvolte e tanto entusiasmo. Questa candidatura nasce dall’attivismo. Mi ha insegnato che quando un gruppo di persone prova insieme a cambiare le cose, anche traguardi che sembrano impossibili diventano possibili”, ha spiegato. Ora, non resta che convincere il centrosinistra a organizzare le primarie…

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