Milano Quotidiano

Un critico d’arte alla guida di Triennale Milano, inizia l’era di Vincenzo Trione

Il nuovo Cda ha scelto all’unanimità il successore di Stefano Boeri. Maria Porro sarà vicepresidente, confermata Carla Morogallo alla direzione generale

Vincenzo Trione, presidente di Triennale Milano
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La Triennale di Milano volta pagina e apre una nuova fase della propria governance. Dopo settimane di confronto tra istituzioni e dopo la lunga stagione guidata da Stefano Boeri, il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione ha eletto all’unanimità Vincenzo Trione presidente. Il Cda, riunito nel pomeriggio per inaugurare il nuovo corso dell’istituzione culturale milanese, resterà in carica per quattro anni. Accanto a Trione, nel ruolo di vicepresidente, è stata scelta Maria Porro, già presidente del Salone del Mobile. Confermata invece Carla Morogallo come direttrice generale.

La nuova guida dopo gli otto anni di Boeri

La nomina di Trione segna il passaggio di consegne dopo gli otto anni della presidenza di Stefano Boeri. Professore ordinario di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea all’Università Iulm di Milano, critico d’arte e curatore di mostre, Trione entra nel board in rappresentanza del ministero della Cultura Con lui, sempre per il ministero, siedono nel Cda anche l’imprenditore Dario Rinero e Stefano Zecchi, filosofo ed ex assessore alla Cultura del Comune di Milano. Per Palazzo Marino sono stati indicati l’avvocato Alberto Ferdinando Maria Toffoletto e Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano.

Nel board anche Rampello, De Albertis e Calabrò

La Regione Lombardia è rappresentata da Davide Rampello, manager culturale che conosce bene la Triennale, avendola già presieduta dal 2003 al 2011. La Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha invece indicato Regina De Albertis, imprenditrice del settore edilizio, e Antonio Calabrò, giornalista e direttore della Fondazione Pirelli.

Maria Porro, nominata vicepresidente, entra in rappresentanza congiunta dei soggetti istituzionali. La sua presenza rafforza il legame tra Triennale e sistema del design milanese, in una fase in cui l’istituzione dovrà ridefinire il proprio ruolo tra cultura, progetto, arti visive, architettura e industria creativa.

Superato il braccio di ferro tra ministero e Comune

La composizione del nuovo Cda chiude lo stallo che aveva accompagnato negli ultimi mesi il rinnovo dei vertici. Il confronto tra il ministero della Cultura e il Comune di Milano si era irrigidito soprattutto attorno al profilo del futuro presidente. Il sindaco Giuseppe Sala aveva chiesto una figura “di esperienza e visibilità internazionale nel mondo del design”, condizione che aveva portato Palazzo Marino a non avallare la prima indicazione del ministro Alessandro Giuli, cioè Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del Teatro Parenti.

Una nuova fase per l’istituzione milanese

L’elezione unanime di Trione consente ora alla Triennale di uscire dall’impasse e di concentrarsi sulla programmazione culturale dei prossimi anni. Il nuovo assetto tiene insieme competenze artistiche, accademiche, manageriali e istituzionali, con l’obiettivo di garantire continuità ma anche di imprimere una direzione riconoscibile al dopo-Boeri.

Per una realtà che rappresenta uno dei principali biglietti da visita culturali di Milano, la partita non sarà soltanto amministrativa. La nuova presidenza dovrà misurarsi con il posizionamento internazionale della Triennale, con il rapporto con il design e con la capacità di parlare a una città che continua a usare la cultura come una delle proprie forme di potere morbido. Che, quando funziona, è pur sempre meglio di quello esercitato a colpi di nomine bloccate.

 

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