Urbanistica sempre al centro delle vicende politiche e amministrative milanesi. È notizia di questi giorni la seconda bocciatura del Tar sul blocco dei cantieri per il progetto di viale Brenta. I giudici amministrativi hanno infatti accolto il ricorso di Setha Brenta, azienda che ha avviato una nuova costruzione in viale Brenta 24 ribattezzata “Urbaniqa”. Parallelamente, qualche giorno fa è andato in scena l’ennesimo sequestro. Questa volta nei confronti di Bluestone Crescenzago, responsabile dell’intervento delle Park Towers, per un totale di 12,5 milioni. Due sviluppi distinti ma che confermano come il tema urbanistico resti prioritario. E lo dovrà essere anche nell’agenda di coloro che saranno i futuri candidati sindaco della città. Milano Quotidiano ne ha parlato con Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese che riunisce migliaia di milanesi che hanno acquistato una delle abitazioni dei cantieri finiti sotto i riflettori della magistratura. L’INTERVISTA
Come giudica la nuova condanna del Tar al Comune sul blocco dei cantieri? È stato accolto il ricorso di Setha Brenta per l’intervento in viale Brenta.
L’ennesima conferma che la originaria procedura autorizzativa delle nuove operazioni immobiliari seguita dal Comune di Milano per quasi 15 anni e da altri comuni era legittima, per cui illegittimi e dannosi sono stati i successivi sequestri e blocchi.
Relativamente al nuovo sequestro delle Park Towers, il punto che preoccupa maggiormente le famiglie è il rischio che le conseguenze delle contestazioni giudiziarie ricadano ancora una volta sugli acquirenti. È così?
Sì, perché ogni qualvolta arrivano sentenze “liberatorie”, la reazione della Procura della Repubblica di Milano non è mai di adeguarsi, ma sempre di trovare un altro argomento su cui attaccare. Per cui non possiamo nemmeno avere più fiducia nella magistratura giudicante visto che le sue sentenze molto corrette e ponderate vengono regolarmente bypassate.
Dopo le assoluzioni nel caso Torre Milano, avevate chiesto il dissequestro delle abitazioni e un tavolo con Palazzo Marino e Governo. Avete ricevuto risposte concrete?
Nessuna risposta. Ma siamo stanchi delle domande. Vogliamo soluzioni.
Secondo voi chi dovrebbe risarcire le famiglie per i danni provocati da eventuali errori o responsabilità della pubblica amministrazione, delle imprese o di altri soggetti coinvolti?
Sala e l’intera giunta comunale milanese. Per avere reagito in modo pilatesco ai provvedimenti giudiziari, forse per qualche timore personale. Penso anche che ci siano dei magistrati con le loro brave responsabilità, ma si sa che in Italia chiedere i danni a loro è impossibile.
A Milano si andrà al voto: quale dei nomi che circolano in queste settimane a suo giudizio vi darebbe maggiori garanzie di portare avanti le vostre istanze?
A mio modo di vedere, il problema che si è creato è un problema politico. Serve un politico per risolverlo. Tra i tanti nomi quello darebbe più garanzie è quello di Lupi.
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(Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale)


