“È doveroso, da magistrato, controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose”. Il sostituto procuratore generale di Milano, Gaetano Brusa, torna a parlare dopo il patatrac sulla grazia concessa a Nicole Minetti, clemenza richiesta dalla stessa condannata (a 3 anni e 11 mesi per peculato e favoreggiamento della prostituzione) e firmata da Sergio Mattarella dopo l’istruttoria e il parere favorevole redatti proprio dal magistrato di lunga esperienza.
“Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte”, dice Brusa, che sembra voler scaricare un po’ delle “colpe” anche sugli altri enti coinvolti nel processo di grazia. “Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato”.
Il magistrato tra un mese andrà in pensione e certo a tutto pensava tranne che di trovarsi in una situazione simile. Come non lo pensava il procuratore generale, capo dell’ufficio, Francesca Nanni, che ha firmato il parere. Adesso la procura sta aspettando gli accertamenti chiesti all’Interpol. E ha già fatto sapere che, su indicazione del ministero, indagherà a 360 gradi. Senza lasciare nulla al caso. Bisognerà capire se effettivamente Minetti ha “cambiato vita”, mentre il Fatto sostiene che sia stata “l’anima della festa” nei party della villa del compagno Cipriani. E se l’adozione del figlio risulta regolare (la grazia è stata concessa anche per permettere a Minetti di prendersi cura di lui, anche all’estero). “Sono pronto a cambiare il mio parere dall’oggi al domani”, dice Brusa, qualora dovessero emergere nuovi elementi. “Voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia” (ossia il “tema umanitario” legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e “alla personalità della Minetti” legato a un vero cambio di vita). “Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, beh… in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere”.
Intanto la procura fa sapere che verranno sentiti dai carabinieri delegati dalla procura Generale di Milano i due specialisti, uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova, interpellati da Nicole Minetti per un parere sulla situazione di salute del figlio adottato. Nei database degli ospedali non risultano infatti ricoveri o visite, ma è possibile – come fatto sapere dai legali – che vi sia stato un consulto medico privato, di cui è stata consegnata anche ampia documentazione. Sull’adozione invece si aspettano i documenti originali, anche se – dalle carte emerse sin qui – non pare ci sia alcuna anomalia. Sul cambio di vita di Minetti, invece, la procura indagherà sugli ultimi anni di vita di Minetti, sia in Uruguay che ad Ibiza.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


