La scomparsa della piccola Lyhanna e il ritrovamento di un corpo in un silo agricolo nel dipartimento del Gers stanno provocando un terremoto politico in Francia. Mentre gli investigatori attendono i risultati dell’autopsia per confermare ufficialmente l’identità della vittima e chiarire le cause della morte, il dibattito pubblico si concentra sempre più sulle responsabilità delle istituzioni e sul passato del principale sospettato.
Chi è Jérôme Barella, il principale sospettato
Nelle ultime ore numerosi esponenti politici, amministratori locali e commentatori hanno puntato il dito contro quello che viene definito un fallimento del sistema giudiziario e dei meccanismi di controllo. Al centro delle polemiche c’è Jérôme Barella, 41 anni, sposato e padre di due figlie, già incriminato nell’ambito dell’inchiesta e considerato dagli investigatori il principale sospettato per la scomparsa della bambina di 11 anni.
Barella non era uno sconosciuto per la famiglia della vittima. Sua figlia maggiore, coetanea di Lyhanna, era infatti la migliore amica della ragazzina. I rapporti tra le due famiglie si erano però improvvisamente deteriorati dopo una notte trascorsa dalla bambina a casa dell’uomo. “Ci aveva raccontato che lui si era divertito a farle il solletico e che aveva giocato parecchio con lei”, ha raccontato la madre di Lyhanna. Preoccupati da quel racconto, i genitori chiesero alla figlia se fosse accaduto qualcosa di più grave. “Ci ha guardato sorpresa, senza capire bene a cosa ci riferissimo. Ci disse che lui aveva semplicemente giocato con lei, come farebbe un padre con la propria figlia”. La famiglia ha poi deciso di interrompere ogni rapporto con l’uomo giudicando i suoi comportamenti inappropriati per un adulto.
Le segnalazioni e le denunce precedenti
È soprattutto il passato del sospettato ad alimentare oggi le polemiche. Nel 2017 era stato oggetto di una segnalazione relativa a una relazione con una ragazza di 17 anni. Il procedimento fu archiviato poiché la giovane era consenziente e non emersero ipotesi di reato.
Nel 2021 venne invece licenziato da un liceo del Gers dove lavorava come addetto alla manutenzione dopo una procedura disciplinare avviata per comportamenti ritenuti inappropriati nei confronti di una studentessa, alla quale avrebbe inviato messaggi insistenti sui social network.
Nel 2022 una minorenne denunciò un presunto stupro avvenuto due anni prima nell’abitazione dell’uomo. L’indagine venne archiviata nel 2024 per insufficienza di prove, ma la procura ha già fatto sapere che il fascicolo potrebbe essere riesaminato alla luce degli ultimi sviluppi.
Nell’agosto 2025 arrivò una seconda denuncia per presunti abusi sessuali su una minore. L’inchiesta risultava ancora aperta al momento della scomparsa di Lyhanna.
Infine, il 3 giugno scorso, la procura è stata informata di una terza denuncia riguardante presunti abusi su un’altra minore. Su quest’ultimo fascicolo le autorità non hanno ancora fornito dettagli.
Le reazioni politiche
La vicenda ha ormai assunto una dimensione nazionale. Di fronte alle polemiche sulle precedenti segnalazioni che riguardavano il principale sospettato, il governo francese ha convocato una riunione di crisi per accertare eventuali responsabilità delle istituzioni.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha incaricato l’Ispettorato generale della Giustizia e l’Ispettorato generale della Gendarmeria di condurre un’indagine amministrativa urgente, chiedendo che le prime conclusioni vengano consegnate entro quindici giorni. L’obiettivo è verificare se tutti i segnali di allarme siano stati presi in considerazione e se le procedure previste abbiano funzionato correttamente.
Ancora più netto il presidente Emmanuel Macron, che ha parlato apertamente di un malfunzionamento dello Stato.”È chiaro che qualcosa non ha funzionato. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto ed è inaccettabile“, ha dichiarato il capo dell’Eliseo, definendosi profondamente colpito dalla vicenda. Macron ha inoltre chiesto che le verifiche accertino non soltanto eventuali responsabilità individuali, ma anche possibili carenze strutturali nel funzionamento delle istituzioni, affinché vengano adottate tutte le misure necessarie per evitare che tragedie simili possano ripetersi.
Il ritrovamento del corpo e le indagini
Mentre infuria la polemica politica, le indagini proseguono. Il corpo è stato rinvenuto all’interno di un silo agricolo nei pressi di Puycasquier, a circa quindici chilometri da Fleurance, la cittadina dove Lyhanna era scomparsa il 29 maggio. Gli investigatori hanno riferito che la vittima indossava abiti compatibili con quelli portati dalla ragazzina il giorno della sparizione, un elemento che ha immediatamente fatto temere il peggio.
L’autopsia, attesa nelle prossime ore, sarà decisiva per accertare le cause della morte e ricostruire con precisione quanto accaduto. Ma il caso ha ormai superato i confini della cronaca nera. In Francia il dibattito riguarda soprattutto l’operato delle istituzioni e la capacità dello Stato di intervenire quando emergono segnali di pericolo. Per molti francesi la domanda è ormai una sola: se il principale sospettato era già noto alle autorità, perché non è stato fermato prima?
Cristina de Palma, 5 giugno 2026
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