
Ignobile. Non esiste termine più adeguato per definire il vile attacco intimidatorio sferrato da ignoti ai danni del giornalista Rai Sigfrido Ranucci, a cui possa giungere la sincera vicinanza e tutta la solidarietà di chi scrive. Altrettanto ignobile è risultato altresì l’infelice commento dell’onnisciente Roberto Saviano, il quale, dall’alto delle sue inarrivabili doti intellettuali, è già riuscito a proiettarsi ben al di là degli stessi inquirenti, individuando preventivamente i responsabili dell’infame attentato.
Praticamente scontato, vista anche la noiosissima monotematicità dello scrittore napoletano, risalire ai profili dei “mandanti morali” dell’atto, chiaramente indentificati dallo stesso nel “governo e nei giornali di estrema destra”, responsabili, secondo Saviano, di aver deliberatamente avvelenato il clima attorno al conduttore di Report. La campagna denigratoria degli organi di stampa sgraditi all’intellettuale e, soprattutto, i violenti attacchi di importanti esponenti dell’esecutivo in carica volti a delegittimare il lavoro di Ranucci, avrebbero, infatti, idealmente armato la mano degli attentatori, giocando un ruolo decisivo nella decisione degli stessi di colpire con una tale forza intimidatoria il conduttore Rai.
Non solo. Perché oltre ad aver prontamente individuato gli ispiratori dell’azione criminale, Saviano ha persino trovato il coraggio di strumentalizzare il dramma di Ranucci per ergere ancora una volta sè stesso al ruolo di vittima sacrificale delle nostrane destre fasciste e reazionarie. Il videomessaggio di solidarietà a Sigfrido Ranucci diffuso nelle ultime ore dallo scrittore si è infatti immediatamente ridotto al solito vecchio piagnisteo concepito in chiara funzione autocelebrativa del proprio dramma esistenziale.
In buona sostanza, l’intellettuale simbolo del nostrano radical-chichismo ha dunque furbescamente usato l’attacco intimidatorio di cui Ranucci è stato vittima per attaccare sfrontatamente l’esecutivo e rievocare agli occhi degli smemorati il proprio status di eterna vittima del dilagante marciume del sistema Italia. Nulla di nuovo sotto il sole italico, insomma. Sempre il solito fastidiosissimo Saviano.
Salvatore Di Bartolo, 17 ottobre 2025
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