Quindi Giuseppe Conte, forte della vittoria del NO, starebbe pensando di candidarsi alle primarie. Partiamo da destra: sono giuste le dimissioni di Del Mastro, Bortolozzi e Santanché? Se si è arrivati a questo punto, probabilmente le decisioni sono corrette, anche se sarebbe stato meglio intervenire prima. L’importante, comunque, è che siano state prese.
Ma chi è che chiede “dimissioni subito?”. Giuseppi, che durante la pandemia ha adottato decreti che hanno costretto milioni di italiani a restare in casa, con conseguenze economiche pesanti? Che, con il Superbonus 110%, ha comportato un notevole aumento della spesa pubblica? Che ha introdotto i banchi a rotelle, poi dismessi? Che si è sottratto alla commissione di inchiesta e non ha pagato, a giudizio di alcuni, un “prezzo politico” per queste scelte?
E Roberto Speranza? Mi sembra che sia ancora deputato della Repubblica. E quindi, loro non dovrebbero dimettersi? Secondo molti cittadini avrebbero gravi responsabilità, eppure continuano a ricoprire incarichi politici e ad esprimere posizioni su come governare il Paese. Pensano forse di tornare al governo proponendo un allontanamento dagli Stati Uniti? Parlano di “più Europa”, ma nel recente referendum la loro posizione è stata in contrasto con quella di altri Paesi europei. È davvero questo il modello politico che si vorrebbe adottare?
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Conte o la segretaria Schlein al governo? Nel giro di un anno — secondo alcune opinioni — potrebbero essere messi in discussione diritti acquisiti e introdotte politiche migratorie considerate troppo permissive. C’è chi teme che queste scelte possano portare a cambiamenti profondi nella società, nella gestione dei territori e nella convivenza civile.
Esprimo queste considerazioni perché — secondo chi critica queste posizioni — è ciò che l’attuale sinistra starebbe dimostrando nella sua azione politica.Manteniamo un governo di destra: almeno, secondo alcuni, si avrebbe la certezza di difendere l’identità del nostro Paese. Si ritiene necessario introdurre leggi più severe, poiché l’Italia non è più sola e la gestione dei nuovi arrivi risulta complessa.
Valorizziamo ancora di più le nostre tradizioni e rivendichiamo ciò che abbiamo portato nel mondo: i nostri scienziati, i nostri grandi imprenditori, la nostra arte. Si ritiene, infatti, che il mondo riconosca l’importanza del contributo italiano e che senza la nostra patria si vivrebbe peggio. Alcuni esempi?:
- La pila elettrica – Alessandro Volta (1799)
- il telefono – Antonio Meucci (1871)
- la radio – Guglielmo Marconi (1895)
- il microprocessore – Federico Faggin (Intel 4004, 1971)
- il pianoforte – Bartolomeo Cristofori (inizio ‘700)
- la moka – Alfonso Bialetti (1933)
- la Vespa – Piaggio, Corradino D’Ascanio (1946)
- il motore a scoppio – Barsanti e Matteucci (1853)
- gli occhiali moderni;
- i jeans – Genova (XV secolo)
- l’elicottero – Corradino D’Ascanio (1930)
- il paracadute – Leonardo da Vinci (XV secolo)
Leggete e asciugatevi le lacrime, come ho fatto io. Potrebbe esistere il mondo senza di noi? Dobbiamo pretendere rispetto. Per questo, secondo questa visione, l’Italia va difesa con determinazione. Per quanto riguarda la sinistra attuale, io sono convinto che non sarebbe adeguata a guidare il Paese.
Beppe Fantin, 26 marzo 2026
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