Musk libera l’Iran dalla censura

La rete Starlink potrebbe rivelarsi fondamentale nella distruzione del regime di Teheran

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Israele, ma non solo. A minare dalle fondamenta l’inscalfibile dominio esercitato dal regime degli ayatollah sul popolo iraniano potrebbe presto contribuire fattivamente anche Elon Musk. Nelle scorse ore, infatti, il patron di SpaceX ha annunciato, con un commento apparso sul suo profilo X, di aver attivato il servizio internet satellitare Starlink in Iran, nonostante la durissima censura operata da Teheran: “the beams are one”. La dichiarazione di Musk è arrivata in risposta a un messaggio diffuso dal commentatore politico di Fox News, Mark Levin, il quale lo aveva incalzato, sollecitandolo tempestivamente ad agire: “questa mossa cambierà la realtà dei cittadini iraniani e rappresenterà il colpo finale per il regime”.

In risposta ai raid israeliani, l’Iran aveva infatti imposto delle restrizioni temporanee all’uso di internet, con una riduzione di circa il 50% della connettività internazionale, con l’intento di ostacolare la diffusione di notizie inerenti le attività militari della repubblica islamica. A risolvere il problema dell’accesso alla rete potrebbe adesso pensarci Musk, dato che, almeno da un punto di vista tecnico, la connessione ai satelliti a bassa quota di Starlink sarebbe possibile, in quanto questi coprirebbero già il territorio iraniano. Alcuni attivisti in esilio avrebbero infatti riferito che dei terminali sarebbero stati introdotti clandestinamente in Iran durante le proteste del 2022 per sostenere l’accesso a internet durante le repressioni operate dal regime degli ayatollah ai danni dei manifestanti. E ciò per quanto concerne gli aspetti squisitamente tecnici.

Per quanto invece attiene le questioni legali, permane sempre il fatto che Starlink, in quanto azienda statunitense, non può operare legalmente in Iran senza una specifica autorizzazione del governo Usa, dal momento in cui la repubblica islamica risulta tuttora soggetta a sanzioni internazionali, soprattutto da parte di Washington. A ciò bisogna poi sommare i rischi connessi all’eventuale utilizzo dei terminali di Starlink sul suolo iraniano, visto che Teheran considera l’uso di sistemi satellitari non autorizzati come attività di spionaggio.

Un’eventualità, questa, che tuttavia non sembrerebbe impensierire più di tanto Elon Musk, che adesso, grazie all’uso dei suoi satelliti, potrebbe definitivamente abbattere la fittissima coltre di censura che aleggia sulla repubblica islamica.

Salvatore Di Bartolo, 16 giugno 2025

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