Politica

Naja sì o Naja no? L’incredibile sondaggio sulla leva obbligatoria

Cosa ne pensano gli italiani del ritorno al servizio militare. Il dato sorprendente e la proposta di Crosetto

leva sondaggio
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Il dibattito sulla reintroduzione della leva militare torna al centro dell’attenzione pubblica e fotografa un Paese spaccato. Secondo un sondaggio realizzato da Izi, società specializzata in analisi economiche e politiche, e pubblicato dalla Stampa, il 47% degli intervistati guarderebbe con favore al ritorno del servizio obbligatorio, abolito nel 2004. La maggioranza, tuttavia, resta contraria anche se con alcune sfumature. A questi favorevoli alla Naja obbligatoria va aggiunto anche un 21,5% di italiani convinti che la proposta di Guido Crosetto di istituire la leva volontaria sia utile oltre che necessaria. Insomma: c’è consapevolezza del pericolo che una nuova guerra possa scoppiare davvero.

Il peso delle tensioni internazionali

A incidere sulle valutazioni degli italiani è soprattutto il contesto globale. Più di un terzo del campione (32,6%) ammette che il clima di conflitti e instabilità influenzi abbastanza la propria opinione, mentre un ulteriore 30,9% dichiara che questo fattore incide “poco”. Segno che l’argomento, pur lontano dall’esperienza quotidiana, continua a risentire degli scenari geopolitici.

Un servizio non più “solo per uomini”

Tra coloro che si dichiarano favorevoli, emerge con forza un cambiamento culturale: il 64,7% sostiene che l’eventuale obbligo debba riguardare allo stesso modo uomini e donne, superando l’impostazione tradizionalmente maschile della leva. Una parte maggioritaria (54%) ritiene inoltre che l’arruolamento debba scattare automaticamente al compimento dei 18 anni, mentre il 30% propone una scelta alternativa tra servizio militare e civile.

Perché sì, perché no

I favorevoli motivano soprattutto con ragioni educative: il 57% crede che la leva contribuirebbe a rafforzare disciplina, educazione e rispetto nei più giovani. Sul fronte opposto, si impone un’altra priorità: investire nell’istruzione e nella formazione. È questa la principale obiezione del 35% dei contrari, seguita dalla convinzione — condivisa dal 30% — che attività così delicate debbano essere riservate a personale professionale e consapevole dei rischi.

Leva obbligatoria o volontaria?

Pur essendo contrari alla reintroduzione dell’obbligo, una parte significativa degli intervistati ammette di non rifiutare in assoluto l’idea del servizio: il 21,5% degli oppositori vedrebbe con favore una formula su base volontaria, segno di un interesse latente verso esperienze formative di tipo militare o civile, ma lontane dall’imposizione dello Stato.

Tra le motivazioni a favore della Naja, scrive La Stampa, “il 57% pensa che la leva insegnerebbe l’educazione e il rispetto ai ragazzi, mentre chi è contrario ritiene che sia prioritario investire in istruzione e formazione per i giovani (35%)”.

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