
Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha tenuto il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 26 settembre 2025. Durante il discorso, ha dichiarato l’intenzione di “terminare il lavoro a Gaza per distruggere Hamas”. La dichiarazione ha innescato numerose reazioni, con alcune delegazioni che hanno lasciato l’aula in segno di protesta, mentre altre hanno mostrato il loro sostegno attraverso applausi e approvazioni.
Sulla giacca il premier israeliano ha indossato una grande spilla invitando tutti “a prendere i cellulari e inquadrare il Qr: vedrete perché combattiamo e perché dobbiamo vincere”. QUI SI PUÓ VEDERE IL SITO: ATTENZIONE, IMMAGINI FORTI. Netanyahu ha aggiunto che “il 7 ottobre Hamas ha condotto attacco peggiore contro gli ebrei dall’Olocausto, hanno decapitato uomini, stuprato donne, bruciato bambini vivi, questi mostri hanno preso ostaggio 200 persone”. Poco prima Israele aveva fatto sapere che avrebbe diffuso un video sul 7 ottobre ” “nell’ambito dell’impegno di sensibilizzazione internazionale”. Si tratta di un “film completo sulle atrocità è attualmente proiettato in collaborazione tra l’ufficio del Primo Ministro e il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane”.
La decisione di installare altoparlanti a Gaza
Secondo quanto comunicato dall’ufficio del primo ministro Netanyahu, è stato richiesto all’Idf (Forze di Difesa Israeliane) di installare altoparlanti in vari punti della Striscia di Gaza. L’obiettivo era permettere ai residenti della zona di ascoltare il discorso di Netanyahu in tempo reale dall’Onu. Questa iniziativa, riportata da Channel 12, ha sollevato alcune preoccupazioni operative tra i vertici militari israeliani. Un riservista, citato da i24 News, ha dichiarato di essere stato svegliato la mattina per una missione di scorta ai camion con degli altoparlanti: “Non sapevamo il vero motivo, ci hanno solo detto che era per spostare la popolazione. Hanno chiesto che fosse il più vicino possibile ai civili”. All’Onu, Bibi ha confermato la decisione spiegando di aver fatto piazzare gli altoparlanti “per parlare agli ostaggi” così “sentiranno il mio messaggio”: “”Non vi abbiamo dimenticato – ha detto – non riposeremo finché non vi avremo riportato a casa”.
Non solo. L’Idf ha infiltrato anche i telefoni dei residenti di Gaza e degli attivisti di Hamas e ha trasmesso il messaggio anche attraverso quei dispositivi.
Il discorso di Bibi
“L’anno scorso da questo podio ho mostrato questa mappa del terrore dell’Iran che sta rapidamente sviluppando un programma nucleare e di missili balistici. Questi non solo rischiano di distruggere Israele ma mettono in pericolo gli Usa”, ha detto Netanyahu mostrando la mappa del terrore dell’Iran e ringraziando Trump per il suo raid: “Abbiamo promesso che l’Iran non avrebbe avuto la bomba nucleare e abbiamo avuto successo. Ma dobbiamo rimanere vigili”. Sulla Striscia invece ha aggiunto: “Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile”. Poi l’appello ad Hamas: “Liberate gli ostaggi, e deponete le armi. Se lo farete vivrete, se non lo farete Israele vi darà la caccia”.
Netanyahu, oltre ad aver accusato alcuni Stati di aver “ceduto” alla propaganda di Hamas e di diffondere “bugie antisemite” sulla guerra, ha fatto sapere a Francia e Gran Bretagna che “il riconoscimento della Palestina è un marchio di vergogna”. Inoltre ha negato che a Gaza sia in corso un genocidio. Di più: lo considera “uno scherzo”. “Quale Paese che sta commettendo un genocidio cerca di convincere i civili a recarsi in una zona sicura?”, ha detto dal podio. “Ci accusano di affamare deliberatamente Gaza. Israele sta deliberatamente sfamando Gaza. Se non c’è abbastanza cibo è perché Hamas lo ruba”. Poi l’affondo sulla soluzione dei due stati: “I palestinesi non credono nella soluzione dei due stati, non vogliono uno stato vicino a Israele ma al posto di Israele”.
Proteste durante l’Assemblea Generale
Il discorso di Netanyahu è stato accompagnato da proteste anche all’interno della sala dell’Onu. Delegazioni di alcuni Paesi hanno deciso di uscire dall’aula, segnalando il loro dissenso nei confronti delle politiche israeliane nella Striscia di Gaza. Al contempo, alcune nazioni hanno applaudito e sostenuto le sue dichiarazioni, mostrando una profonda divisione tra gli Stati membri.
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