Noi e loro

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato (19)

Qui al bar siamo tutti un po’ Porriani quindi il lunedì sera, invece di guardarci una partita di pallone, preferiamo sintonizzare la tv su Quarta Repubblica. E quindi l’altra sera ci siamo goduti in diretta lo “scazzo” (si può dire?) tra Luca Palamara e Stefano Musolino, procuratore aggiunto di Reggio Calabria e segretario di Magistratura democratica. Sintesi brutale: la toga di Md ricorda in diretta che Palamara è un condannato, lui ferma una cena, chiama in diretta, se la prende con l’ex collega e rivela al mondo che anche il segretario di Md è stato indagato.

Per cosa? Non si sa. Non lo dice Palamara, che però al tempo era pm e indagò proprio sul caso chiedendo l’archiviazione. E non lo rivela neppure Musolino, che forse stava per farlo salvo poi essere giustamente interrotto.

Qui al bar ovviamente viviamo anche di “pettegolezzi”. E in cuor nostro ci sarebbe piaciuto sapere per quale presunta malefatta era stato indagata la toga di MD. Eppure il nostro spirito garantista, che viene fuori tra un cappuccino e l’altro, ci impone di fregarcene. Di sbattercene. Di non andare neppure a cercare la notizia che pure altri giornali stanno pubblicando. Sapete perché? Perché Musolino è stato archiviato. Perché il caso risale a diversi anni fa. Perché si concluse nel nulla. E se rivendichiamo il diritto di ritenere innocenti fino a prova contraria politici agli arresti domiciliari da semplici indagati, figuratevi se possiamo crocifiggere un magistrato per un procedimento archiviato e ormai concluso.

È questo che ci rende diversi da loro. Come da chi preferisce il cappuccino deca.

Il Barista, 5 novembre 2025

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