Roma è prigioniera. Tutto parte dall’adesione al C40, il club dei sindaci più ideologici d’Europa, che sognano città senz’auto, ipercontrollate e piegate alla truffa verde.
È da lì che nasce la distopia di Gualtieri: Roma a 30 km/h, ZTL allargate, migliaia di telecamere, autovelox disseminati ovunque e la “Fascia Verde” pronta a colpire chi non può permettersi l’auto elettrica o di spostarsi in bici tra le buche, cioè in larga parte quelli che la sinistra non avrebbe mai “lasciato indietro” e che oggi ghettizza e sequestra in casa.
Questo non è ambientalismo, non è sicurezza: è un progetto politico e ideologico che usa la retorica green per imporre il controllo sociale, punire chi lavora e produce ed emarginare milioni di romani meno abbienti e milioni di pendolari.
Roma diventa un laboratorio distopico di regole punitive e multe, un inferno statalista dove la libertà è sacrificata sull’altare delle ideologie di una minoranza elitaria ed invasata.
Questa deriva va fermata subito: Gualtieri va mandato a casa insieme alla sua giunta e a tutte le sue ecofollie distopiche, prima che la Capitale diventi un carcere a cielo aperto.
Andrea Bernaudo, 3 settembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


