Non abbassano le tasse per spendere in Difesa? È una bufala

Non è vero che il governo non può fare la riforma fiscale e previdenziale, è che non vuole tagliare il suo esercito di parassiti

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tasse stato

Il ministro Giorgetti ci ha spiegato che in Italia non si può ridurre la pressione fiscale monstre per via delle spese militari e degli impegni sulla difesa. Una verità scaltra e parziale che serve a nascondere quella intera: non si può ridurre il fisco semplicemente perché anche questo governo non vuole ridurre lo Stato.

Il concordato biennale è stato un ricatto: “Aderisci, oppure ti veniamo a controllare”. Una norma che conviene solo a chi ha un fatturato certo e può spostarlo da un anno all’altro, eludendo lo stesso meccanismo. Ora si parla di cancellare il magazzino di cartelle inesigibili – capirai che riforma (!) – ma come contropartita si concede all’erario l’ingresso diretto nei conti correnti. Da Stato aguzzino ed esattore a Stato padrone, del resto, il passo è breve.

Intanto, nessun taglio. Non un centesimo in meno agli sprechi immondi della galassia parastatale, alle municipalizzate decotte, agli enti pubblici inutili.

Un baraccone che grida vendetta.

Nessuna riforma seria del comparto previdenziale: solo l’ossessione di mandare in pensione prima le persone, sapendo che le nuove generazioni, invece, non ci andranno mai. Nessuna liberalizzazione, nessun colpo di scure sulla spesa pubblica improduttiva.

E allora diciamolo chiaro: non è vero che il governo non può fare la riforma fiscale e previdenziale, è che non vuole tagliare il suo esercito di parassiti. È più comodo spremere chi produce, chi rischia, chi lavora in proprio, e al tempo stesso assicurarsi nuove clientele e nuove schiere di dipendenti a vario titolo dallo Stato padrone acquiescenti ed ubbidienti.

Il risultato è sempre lo stesso, qualunque sia il colore politico: tutti i partiti in Parlamento sono uniti dal filo rosso dello statalismo. Lo Stato ingrassa, i cittadini si impoveriscono. La vera emergenza non è l’evasione – ormai controllano ogni singolo centesimo, tra limiti al contante, fatturazione elettronica e uno dei sistemi più sofisticati e barbari di riscossione d’Europa – e non è neppure la spesa militare a bloccare le riforme che servono. La vera emergenza è lo Stato che divora libertà, ricchezza e futuro.

È ora che gli italiani scendano in piazza per dirlo, con una parola d’ordine semplice e rivoluzionaria: meno Stato, più libertà.

Andrea Bernaudo, 20 settembre 2025

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