Non fatevi fregare dai “liberali di sinistra”

L'unica soluzione è lo scontro con la burocrazia, le tasse e il deep state italiano. Non andare appresso alle follie green dell'Ue

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carlo calenda

C’è ormai un tentativo evidente di ricondurre l’area liberale dentro una modesta casetta di europeisti moderati, spesso provenienti dalla sinistra. Un progetto che, purtroppo, non sembra dispiacere nemmeno al centrodestra a guida Meloni, che non nasconde più il dialogo con Calenda e Marattin. È un tentativo che noi respingiamo con forza.

In Europa i liberali devono sostenere un movimento di rottura con la tecnocrazia di Bruxelles, che negli anni ha imposto vincoli, obblighi e un eccesso di lacci burocratici. Ha abbracciato in modo miope e suicida le peggiori derive ecofolli, distruggendo intere filiere produttive e limitando la libertà di tutti in nome di ideologie condivise da una élite di invasati.

In Italia bisogna avere il coraggio di dire con chiarezza che i partiti che si sono alternati al governo negli ultimi quarant’anni hanno costruito un’associazione ed un sistema fondato su pressione fiscale crescente, metodi di riscossione sempre più aggressivi basati sulla presunzione di colpevolezza del contribuente ed uno spreco diffuso ed immondo di risorse pubbliche per alimentare enti, strutture e apparati inefficienti, utili solo al sistema di potere.

Il risultato è uno Stato che ha superato ogni limite di sostenibilità per cittadini e imprese. Per questo non servono compromessi né moderazione: serve una destrutturazione profonda di questo modello. Con coraggio e fermezza si deve andare allo scontro frontale contro il deep state italiano, un’oligarchia di parassiti arroganti e spietati. Sfidando conformismo, burocrazia e un sistema di potere che ha soffocato per troppo tempo libertà, crescita, speranze.

L’unico movimento politico che può interpretare con onestà intellettuale questa linea di fermezza e di coerenza è Liberisti Italiani, tenuto non a caso fuori dai circoletti dei liberalotti italiani, fiore all’occhiello del sistema statalista e consociativo del partito unico del “+Stato!”.

Andrea Bernaudo, 10 aprile 2026

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