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“Non ora…”. Un video incastra il Pd: la rissa era “pianificata”

Elly Schlein & Co. volevano la bagarre perfetta, ma hanno fatto una figuraccia: ecco cos'è successo alla Camera

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Altro che opposizione responsabile, altro che “abbassare i toni”. Ieri alla Camera dei Deputati è andato in scena l’ennesimo spettacolo tragicomico della sinistra in crisi di nervi — solo che stavolta il copione è saltato. E pure male. Succede che passa, con 243 sì contro 109 no, la riforma della giustizia. Un passaggio che il governo definisce giustamente storico, e che ora va dritto al Senato. Ma mentre la maggioranza applaude, ecco partire la solita sceneggiata delle opposizioni, Pd in testa. Solo che qualcosa si inceppa.

Nel video ripreso in Aula — e diffuso da Fratelli d’Italia — si vedono Elly Schlein e Chiara Braga che si agitano come due registe alle prime armi, mentre cercano di coordinare il “casino” preparato a tavolino. “No no, non è adesso”, “Dai, Chiara, fermalo un po’”, “Non è adesso”, “Non è adesso”, “Non è adesso”. Scene da b-movie, anche di quelli bruttarelli. Già, perché i nostri eroi della moralità democratica avevano pianificato una contestazione ad effetto, un momento di sdegno coordinato per indignarsi con stile — ma il teatrino è andato a ramengo. Uno dei loro parte prima del tempo, e le due protagoniste si fanno prendere dal panico.

Il problema? Non sono nemmeno capaci di inscenare decentemente una protesta. Altro che “opposizione matura”: qui siamo al livello delle elementari recitate male. Il copione c’era. L’indignazione doveva scattare dopo l’applauso dei ministri, ovviamente presentati come “rei” di gioire per un risultato politico. Come se fosse un delitto. Ma qualcosa va storto e i dem si smascherano da soli, con tanto di audio che immortala l’agitazione da camerino teatrale.

Ecco allora la Schlein che sbotta, Braga che perde la voce, e i deputati Pd che entrano in scena a caso, fuori tempo massimo. Uno spettacolo penoso. Ma la parte più grottesca viene dopo. La Braga, in preda al furore: “Non dovete applaudire! Il governo dovrebbe parlare di Gaza!”. Ecco, Gaza. Sempre utile per cambiare argomento. Applaudono? “È uno scandalo”. Si approva una riforma? “Parlate di Gaza”. E chi non si adegua, è accusato di attentare ai poteri dello Stato. Poi tocca a Fratoianni, che con la sua solita verve rancorosa ci spiega: “Vengono qui a stappare champagne, ma rispettate il Parlamento visto che non rispettate l’onore del Paese”. Ma da quando è reato essere soddisfatti dopo un voto parlamentare? Per il Pd e per i suoi alleati da tempo, evidentemente.

Il siparietto raggiunge il suo apice con l’immancabile Leonardo Donno, pentastellato di titanio, che ovviamente si infila in mezzo alla rissa e poi fa la vittima:“Tra i banchi del governo c’era euforia…”. Dunque la seduta viene sospesa, poi riprende. E intanto, al netto delle sceneggiate, la realtà è che il governo tira dritto, nonostante chi vorrebbe sabotare tutto, anche con le bagarre coreografate male. Mentre Schlein, Braga e gli altri dem mettono in scena un teatrino dimenticabile, il Paese si porta a casa una riforma attesa da anni.

Franco Lodige, 19 settembre 2025

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