Esteri

Non si scherza con gli Usa

La crisi infinita nello stretto di Hormuz e il ritorno decisivo di Trump come arbitro degli equilibri globali

Donald Trump Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Venerdì 17 aprile è stato un giorno televisivamente surreale. Mentre sui canali ostili al governo di centrodestra proseguiva con maggiore intensità il processo mediatico a Trump, e indirettamente alla premier Meloni, il regime iraniano era costretto a scendere a patti, sbloccando completamente lo stretto di Hormuz.

Ora, sebbene mentre sto scrivendo la situazione in Medioriente appaia tutta in divenire, mi sembra evidente che persino l’irriducibile regime degli ayatollah ha dovuto prendere atto che con la potenza soverchiante degli States, Trump o non Trump, non è possibile “scherzare” troppo a lungo.

In questo senso, la contromossa degli americani di bloccare completamente lo stretto, in cui transita il 20% del petrolio mondiale, si è probabilmente rivelata come la carta vincente.

Così come le classi politiche europee, tutte chiacchiere e diplomazia, hanno dimostrato ancora una volta di essere paralizzate dal timore, nel caso di un loro anche minimo contributo alla neutralizzazione della minaccia iraniana, di perdere consenso sul piano interno.

 

Leggi anche: 

Sta di fatto, comunque, che se la mossa del Tycoon, ritenuta da molti azzardata, di bombardare i centri nevralgici del regime di Teheran si dimostrasse azzeccata, con il risultato di annichilire ciò che resta della minaccia iraniana nella regione, a beneficiarne sarebbe l’intera economia mondiale, compreso il riluttante Vecchio Continente delle anime belle.

D’altronde, dopo che l’Iran ha dimostrato di poter lanciare missili balistici ad oltre 4.000 km, raggiungendo facilmente anche Roma o Parigi, l’idea che questo inaffidabile Paese potesse in un futuro prossimo disporre dell’arma atomica non credo che ci avrebbe consentito di dormire tra due guanciali.

In questo senso, piaccia o non piaccia alle nostre anime belle o ai più accesi isolazionisti americani del movimento Maga, ancora una volta lo zio Sam ha ribadito la sua inclinazione, iniziata all’indomani del crollo del regime sovietico, a svolgere il ruolo essenziale di poliziotto del mondo.

Claudio Romiti, 18 aprile 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 17/04/2026

La sfida del campo largo

Vignetta del 17/04/2026