
Icona di libertà e anticonformismo e simbolo indiscusso di emancipazione e di femminilità, con il suo carattere e la sua inesauribile passione ha saputo sfidare le più radicate convenzioni sociali del suo tempo, infrangere la rigidità degli schemi del cinema tradizionale e influenzare moda e tendenze. Con la sua impareggiabile sensualità e la sua bellezza “au naturel”, quei lunghi capelli biondi rigorosamente sciolti e un look disinvolto a sfidare l’eleganza formale dell’epoca, ha incarnato un modello di fascino femminile anticonvenzionale e ostinatamente controcorrente, caratterizzato sempre da un’inusuale e nostalgica naturalità. La vita privata di Brigitte Bardot, i suoi amori, il suo modo di essere donna, moderna, ribelle, allergica a rigide regole di comportamento imposte dall’alto, “non faceva mai niente che lei non volesse”, hanno rappresentato un’autentica sfida alle norme sociali del suo tempo, contribuendo a fare di lei, della mitica BB, non solo un mito del cinema o un emblema nazionale francese, ma un vero e proprio fenomeno culturale, resistente al tempo e alle mode, intramontabile, proprio come il suo fascino eterno.
Donna libera, istintiva e dannatamente coraggiosa, fu protagonista assoluta di una vita vissuta senza rimpianti, ivi compresa la scelta di ritirarsi dal mondo del cinema ancora all’apice della sua carriera per dedicarsi anima e corpo alla causa animalista. Una battaglia, quella in favore dei diritti degli animali, portata avanti fino agli ultimi istanti della sua vita, e legata a doppio filo ad un’altra grande battaglia della Bardot: preservare i valori e l’identità culturale del popolo francese. “La Francia della mia infanzia e della mia educazione è morta. Mi sento un’immigrata nel mio stesso paese, diventato un territorio straniero. Un tempo avrei detto che non volevo vivere in una Francia islamizzata. Oggi dico che non voglio morire in una Francia islamizzata!”, dichiarerà con impavido coraggio negli ultimi anni della sua vita, attirando a sé pesanti critiche, malumori e persino qualche condanna per incitamento all’odio razziale.
Eppure, a distanza di anni dalle svariate condanne subite, ben sei nell’arco di circa un ventennio con capi d’accusa molto simili tra loro e diverse decine di migliaia di euro da pagare, non si può certo negare che l’appassionata critica sull’islamizzazione della Francia mossa dalla diva fosse infondata, anzi. Anche su questo, come pure sulle posizioni, anch’esse alquanto critiche, assunte nell’ultima parte della sua vita nei confronti della strisciante ipocrisia del movimento femminista MeToo, fenomeno definito dalla diva francese “una caccia alle streghe” capace di annientare il corteggiamento in nome della prudenza, aveva ragione lei, l’eterna e inimitabile Brigitte Bardot, icona femminile d’un tempo che non c’è più.
Salvatore Di Bartolo, 28 dicemnre 2025
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