La youtuber Bugalalla, al secolo Francesca Buganelli, il giorni di Santo Stefano ha pubblicato un video che getta ancora un macigno sulla prima indagine per l’omicidio di Chiara Poggi.
Questo il testo integrale posto a commento del filmato: “La mia redazione ha ricevuto pochi giorni fa un video incredibile, realizzato da Marco Poggi, che mostra Andrea Sempio, con altri amici, nel marzo del 2007. Video inediti presenti sul PC di Chiara Poggi, nella sua cartella documenti. Un video grazie al quale abbiamo scoperto un accesso al PC di Chiara, il giorno dopo la sua morte, mentre la casa era sotto sequestro. Un accesso prima di qualsiasi azione peritale, che ha portato ad una copia forense, eseguita successivamente, alterata. Informazioni confermati dal Dott. Occhetti e dall’Ing. Porta, i quali, una volta visionato il video, non solo ne hanno confermato l’autenticità, ma ne hanno confermato anche la possibile alterazione e l’accesso del 14 Agosto, come dato certificato. Questa nuova prova conferma che qualcuno e’ volontariamente intervenuto per modificare o nascondere dei fatti importanti. Per questo siamo andati a scoprire chi era in possesso delle chiavi di casa Poggi, il giorno dopo il ritrovamento del corpo, e chi di questi poteva entrare ed uscire da una casa, su cui vennero posti i sigilli, senza che qualcuno potesse accorgersene. Uno scandalo per quello che secondo il procedimento penale italiano, doveva essere un giusto processo, ma che oggi conferma non solo che i file contenuti nel PC di Chiara, non sono stati controllati realmente. Il tutto confermato da chi fu consulente per il Tribunale. Inoltre, potrete visionare il video originale in questo episodio, così come le consulenze di entrambe le parti”.
Ora, le immagini riportate in superficie dopo oltre 18 anni, al netto della sacrosanta presunzione di innocenza, non aggiungono un quadro encomiabile circa l’esuberanza giovanile di Andrea Sempio, soprattutto se venissero utilizzati i particolari occhiali colpevolisti con cui è stato messo in croce Alberto Stasi. Ma a prescindere da qualsiasi altra valutazione sul loro contenuto, sta di fatto che appena il giorno successivo all’efferato crimine qualcuno, evidentemente in possesso delle chiavi di accesso alla casa e sicuramente anche di quelle che gestivano l’allarme dall’esterno, è potuto tranquillamente entrare nella villetta e, a sua eventuale discrezione, occultare tutto ciò che c’era da occultare.
Quindi, a tale proposito ci facciamo l’ennesima e sconsolata domanda: è mai possibile che chi dirigeva le prime indagini non avesse pensato di sequestrare tutte le chiavi di accesso a casa Poggi e, in subordine, verificare se altre persone vicine alla famiglia fossero in possesso di eventuali copie? Si tratta di un ulteriore e gravissimo elemento che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la prima indagine è talmente piena di buchi e che, di conseguenza, la seconda, condotta dal procuratore Napoleone, appare ai più ampiamente giustificata dai fatti, checché ne dicano gli irriducibili adoratori della sentenza che ha condannato Alberto Stasi.
Claudio Romiti, 27 dicembre 2025
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