
In Italia esiste una curiosa forma di schizofrenia politica con la quale noi abbiamo reciso qualsiasi rapporto: gli ambienti liberal-socialisti e liberal-democratici. Cercano di occupare uno spazio politico abusivamente, ammiccano a Javier Milei – lodandone il coraggio, il mercato libero, il taglio della spesa pubblica – invocano al tempo stesso “più Europa” come soluzione a ogni problema.
Ma l’Unione Europea attuale non è il tempio del liberismo: è l’esatto contrario, è diventata l’epicentro del dirigismo regolatorio, dell’armonizzazione fiscale verso l’alto, della pianificazione green e dell’espansione burocratica. Milei combatte esattamente questo modello.
Sostenere Milei e sostenere questa Unione Europea significa aver capito che c’è uno spazio elettorale nell’area liberista e libertaria, tentare di usurparla. La loro non è una sintesi politica, è una contraddizione palese.
O si sta con il mercato e lo Stato minimo, o si sta con la governance tecnocratica. Le due cose insieme sono solo retorica di basso livello.
Andrea Bernaudo, 19 gennaio 2026
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