Open Arms, robe da pazzi: mossa choc dei pm contro l’assoluzione di Salvini

La Procura di Palermo ricorre in Cassazione: "Fatti accertati, il Tribunale ha ignorato le leggi". È tutto senza senso

16.3k 80
salvini open arms

La Procura di Palermo ha deciso di impugnare la sentenza che aveva assolto Matteo Salvini, leader della Lega ed ex ministro dell’Interno, dai reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. La vicenda riguarda la nave Open Arms e il mancato sbarco di migranti nell’estate del 2019. Il procedimento di ricorso è stato avviato tramite un “ricorso per saltum”. Questo strumento legale permette di bypassare il giudizio d’appello e richiedere direttamente un pronunciamento della Corte di Cassazione. Dura la reazione del ministro delle Infrastrutture: “Ho fatto più di trenta udienze, il Tribunale mi ha assolto perché il fatto non sussiste riconoscendo che difendere i confini non è un reato. Evidentemente qualcuno non si rassegna, andiamo avanti: non mi preoccupo”.

Secondo quanto sostenuto dalla Procura, la sentenza di assoluzione dello scorso 20 dicembre non avrebbe smentito i fatti stabiliti dall’accusa, ma sarebbe frutto di un’interpretazione errata delle leggi e delle convenzioni internazionali. I pm ritengono che l’Italia avesse l’obbligo di assegnare alla nave Open Arms un porto sicuro per far sbarcare i migranti soccorsi. Con questa interpretazione, gli inquirenti hanno scelto di rivolgersi alla Cassazione per ottenere una revisione immediata del verdetto. A firmare la richiesta sono stati il procuratore Maurizio De Lucia, l’aggiunto Marzia Sabella e la sostituta Giorgia Righi.

Scrive il Corsera, primo a dare la notizia, che la Procura palermitana si aggrappa ad una sentenza della Cassazione secondo cui non è vero che vi sarebbero dubbi sull’obbligo dell’Italia di farsi carico dei migranti tratti in salvo in mare. Per questo, la sentenza che ha assolto Salvini, scrivono i pm, “si rivela manifestamente viziata per l’inosservanza di quella serie di norme integratrici, quali quelle sulla libertà personale e le Convenzioni sottoscritte dall’Italia per il soccorso in mare di cui il tribunale avrebbe dovuto tenere conto nell’applicazione della legge penale”.

I fatti del 2019

La vicenda è iniziata nell’agosto 2019, quando la nave della ONG spagnola Open Arms aveva soccorso migranti nel Mediterraneo. Per giorni, l’imbarcazione era rimasta in attesa senza poter sbarcare a Lampedusa. All’epoca, Matteo Salvini era ministro dell’Interno. La sua decisione di non autorizzare lo sbarco aveva portato all’apertura di un’indagine, sfociata in un procedimento giudiziario a Palermo.

Leggio qui le motivazioni dell’assoluzione di Matteo Salvini

La sentenza di assoluzione

Nel dicembre 2024, Matteo Salvini era stato assolto dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio perché “il fatto non sussiste”. Le motivazioni del verdetto, depositate lo scorso giugno, sostenevano che l’Italia non fosse tenuta ad assegnare un porto sicuro alla nave spagnola.  “Per nessuno dei tre eventi Sar (dell’1, 2 e 9 agosto 2019) -si leggeva – era sorto il capo allo Stato italiano l’obbligo di coordinare le operazioni di search and rescue e di concedere il Pos”. Tuttavia, questa interpretazione è stata contestata dalla Procura, che ora punta a far riaprire il caso direttamente in Cassazione.

Prossimi sviluppi

Sarà la Corte di Cassazione a stabilire se confermare l’assoluzione di Salvini o riaprire il processo. La scelta del “ricorso per saltum” indica la volontà della Procura di velocizzare i tempi e incardinare la battaglia legale su questioni di diritto e non di merito. Se la Cassazione dovesse respingere il ricorso dei pm, la partita sarebbe chiusa e Salvini libero da ogni processo. Se invece il ricorso venisse accolto, si andrebbe in Appello ma per discutere non dei fatti accaduti bensì solo delle questioni di diritto.

Duro il commento della premier, Giorgia Meloni: “È surreale questo accanimento, dopo un fallimentare processo di tre anni concluso con un’assoluzione piena. Mi chiedo cosa pensino gli italiani di tutte queste energie e risorse spese così, mentre migliaia di cittadini onesti attendono giustizia”.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version