Politica

“Ora basta”. Laura Boldrini rompe il silenzio sulla foto con Hannoun

Hannoun boldrini
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È la foto più condivisa da quando Muhammad Hannoun, leader dei palestinesi in Italia, è stato arrestato nell’ambito dell’operazione Domino sui presunti finanziamenti ad Hamas nascosti nelle donazioni per i poveri palestinesi. È la foto che ritrae Laura Boldrini al fianco del principale indagato di questo scandalo internazionale e che fa il paio con le tante in cui il leader palestinese è vicino ad altri esponenti della sinistra italiana.

Dopo qualche ora dal blitz e dalle polemiche politiche che ne sono scaturite, non Ultima quella della collega di partito Pina Picierno che ha criticato i suoi compagni di avventura caduti nel sostegno ad Hannoun, Boldrini verga un lungo post sui social per dire “Ora basta”.

“Finora non ho voluto commentare gli arresti di alcune persone sospettate di avere finanziato Hamas dall’Italia raccogliendo fondi destinati, invece, a sostenere la popolazione palestinese perché non ho alcun rapporto né con gli arrestati né con le organizzazioni che rappresentano, dunque non ho nulla da dire – scrive – Ma dato che, su alcuni mezzi di informazione e post di parlamentari di destra, si continua ad accostare il mio nome al più noto degli arrestati in modi subdoli, allusivi e falsi, è il momento di fare chiarezza”.

In che modo? Spiegando la sua versione. “Ho incontrato il signor Mohammad Hannoun una sola volta e per pochi minuti. Il 12 maggio 2022 Hannoun si trovava a Roma per una manifestazione in memoria della giornalista televisiva palestinese-americana Shireen Abu Akleh, uccisa a Jenin mentre faceva il suo lavoro, durante un raid dell’esercito israeliano. Ha chiesto in quell’occasione di incontrare me e altri parlamentari. L’incontro si è svolto in forma privata, nel mio ufficio, ed è durato pochi minuti in cui Hannoun, che non conoscevo, mi ha parlato dei rischi che i giornalisti corrono lavorando in Palestina. Ho risposto che avevo già previsto un intervento in aula sul caso di Shireen Abu Akleh che ho effettivamente tenuto qualche giorno dopo. Hannoun, a conclusione del colloquio, mi ha chiesto una foto, quella che tutti conoscono, che ha pubblicato sui suoi social”.

Da quel momento, però, “non c’è mai più stato alcun contatto con il signor Hannoun né di persona, né telefonicamente, né via mail, né in incontri pubblici. Nessuno”.

Secondo l’ex presidente della Camera, “i politici incontrano centinaia di persone e molte di loro chiedono di scattare delle foto, spesso al termine di iniziative pubbliche, di incontri e anche per strada, al volo. Questo non significa che con quelle persone si hanno rapporti o le si ‘coccolano’, come scrivono oggi alcune testate di destra”.

Dunque la minaccia di querele: “Chiarito questo, spero definitivamente, aggiungo che chiunque continui con questa campagna diffamatoria nei miei confronti ne risponderà nelle sedi opportune”.

Infine, due paroline su quanto successo. Ovviamente la “fiducia nella magistratura”. Ma la condanna “con forza”, dice, va rivolta alla “becera strumentalizzazione che la destra sta facendo di questa vicenda tentando di far passare per fiancheggiatore dei terroristi di Hamas chiunque, in questi anni, si sia speso per i diritti del popolo palestinese. Se pensano, in questo modo, di zittire le tante voci che si sono alzate nelle piazze, nei dibattiti, in Parlamento e anche su alcuni media, si sbagliano di grosso.
Continueremo a batterci per il rispetto del diritto internazionale, per l’autodeterminazione del popolo palestinese e per la pace in Medio Oriente”.

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