“Ora ci pensa l’avvocato”. Per Gilberto si mette male: la mossa dell’hotel

Marco Arlotti, titolare dell'albergo in cui il giovane animatore avrebbe dovuto lavorare, lo smentisce: "Dire che guadagnava 3 euro all’ora è fuorviante"

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Si mette male per Gilberto Contadin, il 20enne che voleva fare l’animatore turistico e dopo un’ora se ne è andato denunciando su Tik Tok di essere stato “sottopagato” e “sfruttato”. Non solo stamattina il datore di lavoro, titolare dell’agenzia Peter Pan Animazione che lo aveva assunto, lo ha sbugiardato su tutta la linea spiegando che “le foto da lui diffuse non corrispondono alla realtà”, che riguardavano la camera della “capo animatrice”, che lo stipendio è previsto dal “contratto collettivo nazionale per i lavoratori dell’animazione turistica” e che il giorno di riposo c’è eccome. “Dal 2019 non abbiamo mai ricevuto contestazioni sull’applicazione del contratto”. Anche il proprietario dell’hotel di Rimini in cui avrebbe dovuto lavorare si è risentito del suo video diventato virale (oltre 1 milione di visualizzazioni) e adesso minaccia di portare il giovane in Tribunale.

L’albergatore Marco Arlotti ha parlato con il Resto del Carlino e ci è andato giù duro. “Il ragazzo in questione non ha mai lavorato per noi – spiega -. Non è stato assunto dall’hotel, perché noi abbiamo un contratto di appalto con un’agenzia di animazione. L’agenzia seleziona e assume i dipendenti che poi svolgono il lavoro in hotel. La stanza mostrata nel video non era la sua: era la stanza della capo-animatrice, che gli aveva detto di appoggiarsi temporaneamente lì in attesa che fosse pronta la sua”. Le lamentele non stanno in piedi, dice Arlotti. La paga? “L’agenzia di animazione applica un contratto nazionale che prevede una retribuzione di 1.300 euro netti”. La trattenuta di 650 euro per l’alloggio? Un modo per evitare di trovarsi a Rimini una sistemazione per un mese in piena stagione, col rischio di pagare molto di più. “Dire che guadagnava 3 euro all’ora è fuorviante – aggiunge l’albergatore – Questa vicenda è stata ingigantita fino a diventare un caso nazionale, alimentando commenti di persone che non conoscono la realtà dei fatti”.

L’hotel non ci sta a finire sul banco degli imputati. “Io ho quasi 90 dipendenti, che hanno un regolare giorno di riposo e un orario di lavoro corretto – aggiunge – Il danno d’immagine è stato notevole: abbiamo già ricevuto tre recensioni negative da una stella, mentre prima avevamo una media di 4,7. Leggere che sarei un imprenditore che sfrutta i dipendenti per arricchirsi è offensivo per me e per chi lavora qui ogni giorno. Ora abbiamo affidato la questione ai nostri avvocati per tutelarci legalmente“.

Dal canto suo Gilberto è andato a Tg1 mattina per approfondire la sua versione. “Io avrei dovuto fare una esperienza da animatore di un mese ma le condizioni non erano idonee per poter lavorare – ha detto – Ho provato a cercare una soluzione e un dialogo, ma non c’è stata altra soluzione se non quella di prendere ed andarmene”. E ancora: “Ero cosciente di cosa andavo incontro. E anche le condizioni. Ma non conoscevo la struttura. Perché posso anche fare la gavetta, ho fatto il cameriere e il baby sitter, ma non mi piace essere preso in giro. Posso anche accettare che si 1300 euro, 700 se ne vadano in comfort pack per vitto e alloggio però deve esserci un alloggio che soddisfi le condizioni igienico sanitarie minime. Che non debba essere messa a rischio la mia salute. Pretendo le condizioni adeguate per sostenere una esperienza lavorativa del genere”.

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