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L'immigrazione irregolare

“Paga o ti faccio scendere”. E l’immigrato si toglie i pantaloni in treno

Tensione sulla tratta Cremona-Brescia: lo scontro tra il controllore donna e due migranti senza biglietto

treno biglietto

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È la nuova quotidianità dei treni regionali italiani: disordini, urla, molestie, scippi. Nei viaggi delle prime ore del mattino, nonché dalle 17 in poi, comincia a scendere la paura tra chi, lavoratori ed universitari, utilizza il servizio pubblico per tornare presso le proprie abitazioni. Questa è la volta della tratta Cremona-Brescia, dove due robusti e giovani immigrati, sul treno delle 8.24, sono stati bloccati dal controllore perché non muniti di biglietto.

La storia ci è stata raccontata da una nostra commensale, pendolare dal lunedì al venerdì proprio su quella tratta, che ci spiega come siano pochi gli addetti alla sicurezza così coraggiosi dal chiedere il biglietto ai migranti, proprio per paura che la situazione possa sfuggire di mano, che possano anche ricorrere alla violenza fisica.

Stamattina, la commensale ci ha spiegato come “al momento del controllo dei biglietti, i due immigrati hanno presentato un foglio che non c’entrava nulla”, e subito è arrivata la risposta decisa del controllore (una donna coraggiosissima): “Questo non è il biglietto, è un foglio che certifica che io ti sto mantenendo”. Dopo pochi secondi di silenzio, sotto il brusio dei due ragazzi di colore, continua: “Dovete pagare… mancano ancora 70 centesimi, altrimenti vi faccio scendere con 42 euro di multa”.

A quel punto, comincia a salire la tensione. I migranti chiedono alla donna controllore se avesse figli e famiglia. La risposta: “Sì, io mi sveglio tutti i giorni alle 6 del mattino per lavorare. E questo è il mio lavoro”. Ancora, in modo più deciso: “Quindi o paghi me fino all’ultimo centesimo o paghi al binario con la multa”. A quel punto, in virtù della richiesta degli immigrati di “aiutarli”, il controllore sentenzia: “Non ti aiuto perché questo è il mio lavoro”. Ed una delle due risorse si tira giù i pantaloni, per poi scendere alla fermata successiva.

Nei limiti del possibile, la nostra commensale è riuscita a registrare un video di pochi secondi, ma che rende bene l’idea di come possa essere rischioso lavorare e salire quotidianamente sui treni regionali italiani, composti anche da giovani studenti minorenni.

Un’altra tratta, tristemente famosa in territorio cremonese, è quella che collega la città con la vicina Mantova, dove pochi anni fa gruppi di ragazzi extracomunitari molestavano i passeggeri, i controllori, mettevano a ferro e fuoco gli ultimi binari dei treni, rompendo porte e lasciando avanzi di cibo e lattine vuote. Questa è la nuova normalità dei viaggi sui servizi pubblici, con giovani gang o singoli immigrati che seminano il panico, con comportamenti privi di alcun freno inibitore. Eppure, per una certa sinistra, queste sarebbero le nuove “risorse”.

Matteo Milanesi, 10 ottobre 2022