
La sera del 21 maggio 2025, due dipendenti dell’ambasciata israeliana sono stati uccisi fuori dal Museo Ebraico di Washington, situato tra 3rd Street e F Street Northwest. Secondo la segretaria per la sicurezza interna statunitense, Kristi Noem, l’episodio viene considerato “un attacco insensato”. Le vittime, un uomo e una donna, erano uscite dall’edificio dopo la fine di un evento organizzato al suo interno.
L’autore del duplice omicidio è stato identificato come Elias Rodriguez, un 30enne di Chicago. Secondo il capo della polizia metropolitana, Pamela Smith, l’uomo è stato visto aggirarsi nervosamente nei pressi del museo prima di aprire il fuoco sul gruppo in cui si trovavano le vittime. Durante l’arresto all’interno del museo, l’uomo avrebbe gridato: “Liberate la Palestina”. Rodriguez, che ha agito da solo, ha confessato agli agenti di aver compiuto il gesto “per Gaza”. “L’indagine preliminare indica che entrambe le vittime stavano uscendo da un evento al Capitol Jewish Museum, situato nell’isolato 500 di Third Street Northwest”, ha spiegato Pamela Smith. “Riteniamo che la sparatoria sia stata commessa da un singolo sospettato, ora in stato di fermo. Prima della sparatoria, il sospettato è stato visto camminare avanti e indietro all’esterno del museo”.
Il dolore di Israele
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha rivelato che le vittime erano una coppia, prossima al matrimonio: il giovane uomo aveva recentemente acquistato un anello con l’intenzione di fare la proposta a Gerusalemme. Una delle due vittime è Yaron Lischinsky, 28 anni: lavorava nel dipartimento politico dell’ambasciata israeliana a Washington. Le indagini sono al momento condotte dalla polizia metropolitana di Washington in collaborazione con l’FBI. Non ci sarebbero minacce attive alla sicurezza pubblica, ma l’episodio ha riaperto il dibattito sulla protezione dei luoghi simbolici e dei diplomatici.
L’evento ha suscitato indignazione in tutto il mondo. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha definito la sparatoria “un atto depravato di terrorismo antisemita”, affermando che attaccare la comunità ebraica rappresenta il superamento di una “linea rossa”. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso profondo cordoglio, dichiarando che Israele e Stati Uniti resteranno uniti nella difesa dei propri cittadini e valori condivisi.
“Stiamo assistendo al terribile prezzo dell’antisemitismo e della selvaggia istigazione contro Israele”, ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “Le calunnie contro Israele stanno costando sangue e devono essere combattute fino alla fine”.
Arrestato un uomo
L’uomo accusato di essere il killer avrebbe aspettato per circa 10 minuti l’arrivo della polizia e si è poi consegnato agli agenti, ai quali ha detto: “L’ho fatto io, l’ho fatto per Gaza. Liberate la Palestina!”. Secondo una testimone oculare, Sara Marinuzzi, che ha parlato alla CNN, l’attentatore avrebbe finto di essere un “testimone” dell’attacco: ha chiesto alla sicurezza del museo di chiamare la polizia e “le guardie di sicurezza gli hanno offerto dell’acqua, cercando di confortarlo. Aveva un comportamento piuttosto irregolare, (le guardie) hanno pensato che avesse assistito alla sparatoria”.
La reazione di Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato l’episodio attraverso il social Truth, chiedendo la fine di “orribili omicidi basati sull’antisemitismo”. Ha inoltre espresso condoglianze alle famiglie delle vittime, ribadendo che odio e radicalismo non hanno posto negli Stati Uniti. “Questi orribili omicidi, basati ovviamente sull’antisemitismo, devono finire, ORA!”, ha scritto su Truth. “Odio e radicalismo non hanno posto negli Stati Uniti. Condoglianze alle famiglie delle vittime. È così triste che cose del genere possano ancora succedere. Che Dio vi benedica tutti!”. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha condannato fermamente il gesto, definendolo “un vile atto di violenza antisemita” e promettendo giustizia nei confronti dei responsabili.
Il Museo Ebraico di Washington è un luogo di grande importanza per la memoria storica ebraica. Celebra le radici culturali e ospita eventi per mantenere vive le testimonianze storiche, come l’Olocausto.
Articolo in aggiornamento
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