Qui al bar vengono tutti in macchina, ormai. Non c’è limite ecologico che tenga, non c’è comodità del mezzo pubblico che prevalga, non c’è timore del traffico che influisca. La paura più grande, a sentire le notizie, è che salendo su un treno si finisca picchiati e rapinati da qualche maranza.
L’ultimo episodio ieri, su un vagone in viaggio tra Melegnano e Milano Bovisa: tre o quattro giovani nordafricani accoltellano un turista americano per sottrargli una catenina d’oro. A Milano è diventato talmente frequente che la gente forse ha l’istinto di dare la colpa a chi ancora esce con addosso i monili.
Ma la vera domanda è: lo Stato che fa? Si costerna si indigna si impegna e poi getta la spugna con gran dignità? E chi è lo Stato? Il governo che vuole fermare gli sbarchi e facilitare le espulsioni? I magistrati che remano contro in nome di un riscoperto garantismo e dei diritti umani? I sindaci che stanno a guardare e si dicono impotenti? Tutti? Nessuno? Chi fa la sua parte e chi partecipa al gioco delle parti?
A proposito, tra un cappuccino e un cornetto, sarebbe interessante risolvere il mistero del primo cittadino di Milano: Beppe Sala ha riguadagnato qualche punticino nella classifica di gradimento dei sindaci stilata dal Sole 24 Ore. Piacerà più ai maranza oppure ai radical chic? Non lo sapremo mai: né gli uni né gli altri vengono qui al bar. Per fortuna…
Il Barista, 16 luglio 2025
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