
Qui al Bar siamo un po’ amminchiati col commissario Montalbano che si è amminchiato con il ministro Urso la cui moglie salta la fila, con tanto di scorta, all’aeroporto. Sì, certo, lo spettacolo del potere arrogante che passa avanti agli altri non ci piace, il “lei non sa chi siamo noi” ha usurato i coglioni, ma c’è qualcosa che li rompe perfino di più ed è il perbenismo, anzi il perbenino degli indignati a mezzo servizio, gli apostoli del “Ma non vi vergognate?” con tanto di filmettino da dare in pasto ai social.
Sapete, quella faccenda pelosa per cui io, a mia volta famoso, faccio la fila come gli altri, io, perché sono una persona civile io, non inquino, non discrimino (quasi) mai, osservo la legge, venero la Costituzione e l’Europa cresciuta sul manifesto di Ventotene e ve lo faccio sapere, io. E che palle però. Urso poi può trovare le giustificazioni che vuole, non è affar nostro e probabilmente non stanno in piedi, però questi divi da Cinecittà pronti a far la morale scassano veramente i cabasisi, dai. E lo sono, moralisti a mezzo servizio, perché se no dovrebbero indignarsi anche con qualche sfigato di saltafila vaccinale che dà lezioni su tutto, dal tennis alla cotica, collezionando figure da pirla, o quando il fratello del commissario, da governatore laziale, provocava a suon di lockdown, “Se non rispettate le regole ve lo rifaccio subito”. Quella non era arroganza di potere?
È sicuro, Montalbano, che quando passa Saviano, l’eroe frignone, si mette in fila come gli altri e la scorta non spintona chiunque si mette di traverso? Noi al Bar siamo sicuri del contrario, tanto più che il mestiere della scorta quello è, ma tanto conta poco; è che questa orgia di perbenini di sinistra sempre pronti a filmare, segnalare, deferire alla polizia sa tanto di moralismo delatorio stile sovietico. Magari bastava un bel vaffa tra i denti, o perfino sibilato, e poteva finire lì, che dite? Ma no, la missione è insufflare l’educazione civica con la clip.
Resta un sospetto, se al posto di Urso ci fosse stata una Schlein, una Salis o uno Zingaretti, il telefonino rimaneva in tasca (e non ci si venisse a dire che loro non lo farebbero mai perché sono civili). Se poi mi sbaglio, domando perdonanza, ci scappò.
Il Barista, 17 luglio 2025
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