Per Sala anche questa è percezione?

Il caso dell'aggressione allo studente bocconiano di 22 anni riporta al centro la questione sicurezza nella città meneghina

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accoltellamento milano

Una violentissima aggressione, l’ennesima, ha fortemente scosso la città di Milano: uno studente bocconiano di 22 anni è stato brutalmente picchiato e accoltellato a seguito di una rapina. I fendenti hanno causato al giovane una lesione al midollo spinale, che gli provocherà un’invalidità permanente. Tutto ciò non è successo in un quartiere periferico e malfamato, in uno di quei sobborghi oggetto di una lenta riqualificazione. Al contrario: la barbarie è stata perpetrata nel cuore della città, fra i grattacieli avveniristici, per la precisione nel portico adiacente un ristorante stellato Michelin, sotto un hotel quattro stelle, di fronte agli uffici di Amazon.

E allora non si può fare a meno di chiedere come si possa ancora parlare di percezione. Con quale coraggio, con quale onestà intellettuale gli amministratori della città o i membri dell’intellighenzia della prima cerchia possono dire che a Milano la mancanza di sicurezza non costituisce un problema. Si può certamente arrivare alla conclusione che chi si fa promotore della linea della percezione lo fa sostanzialmente per due motivi: o è in malafede oppure dalle 18:30 si trincera in casa, senza verificare personalmente cosa voglia dire spostarsi sui mezzi o per le strade della città fuori dagli orari d’ufficio. È poi un fatto vergognoso nascondere la testa sotto la sabbia dinnanzi ad un problema che provoca sconforto, preoccupazione e in certi casi persino rassegnazione tra i residenti a Milano; è ridicolo pensare che non parlando del problema, come fa il sindaco Beppe Sala, esso possa passare in sordina quando invece condiziona ogni ora della vita dei milanesi. Così come è ridicolo far finta che il problema sicurezza derivi solo da fattori esogeni all’amministrazione.

Certamente, ad esempio, è evidente che il senso di impunità sta sdoganando tra i più giovani una preoccupante cultura della violenza. A tal punto che i delinquenti (alcuni nemmeno maggiorenni) che sabato notte hanno quasi ucciso lo studente universitario per un misero bottino di 50 euro si sono vantati del gesto sui social e hanno sperato nella morte dell’aggredito, mostrando di non avere nessuna remore né tantomeno il più fisiologico briciolo di umana empatia. In questa prospettiva, sicuramente i cattivi maestri e la subcultura dei maranza, dei trapper con le pistole che si vantano delle loro rapine e del malessere mezzo criminale hanno un peso nella diseducazione giovanile. E anche l’apatia e il distacco emotivo causati dai social in questo schema influiscono in maniera netta. I giovani oggi più che mai sono chiusi nella loro personalissima bolla che spesso li sgrava dalle responsabilità del vivere civilmente. Sicuramente la colpa di ciò che succede a Milano fra i giovani è anche delle loro famiglie e del sistema educativo.

Ma ciò non esula dalle responsabilità un’amministrazione, quella meneghina, che il problema della sicurezza neanche lo riconosce. Se dunque è vero che la violenza deriva da tante concause (molte di queste paideutiche) è altrettanto vero che la mancanza di sicurezza è una problematica che grava sul cittadino medio che non è colpevole delle falle educative ma che si vede costantemente prevaricato. Quindi il caro Beppe Sala come pensa di intervenire? Postando l’ennesima classifica che vede Milano in testa per qualità della vita? O finalmente adottando delle misure atte a contenere davvero il problema delle lame usate a tutto spiano e della violenza spesso gratuita? I cittadini, i lavoratori, i pendolari gli studenti fuorisede e le loro famiglie in apprensione chiedono rassicurazioni e misure di tutela, oggi più che mai.

Alessandro Bonelli, 20 novembre 2025

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