
Celebriamo oggi la Festa dei lavoratori. Si tratta di una giornata colma di significato, un’occasione per mettere al centro il tema del lavoro, perché esso sia garantito ai cittadini, perché esso sia dignitoso. Il lavoro è parte integrante della vita di ciascuno di noi: mediante il lavoro, infatti, ognuno contribuisce al bene dell’altro, in una catena di corresponsabilità e di attenzione reciproca. Con il lavoro l’uomo risponde alla sua vocazione che è quella di contribuire al benessere proprio e della società all’interno della quale è inserito.
Per questo le politiche del lavoro contribuiscono alla dignità dell’uomo. Quando il lavoro manca, quando non è adeguatamente remunerato, quando le tutele non sono garantite, quando la sicurezza è posta in secondo piano rispetto al profitto, quando per uno stesso impiego si fanno preferenze di genere, la dignità dell’uomo non è rispettata e si giunge alle diverse forme di sfruttamento di cui troppo spesso la cronaca ci informa. Le grandi conquiste sindacali del passato sembrano essere così vanificate.
Ritengo, dunque, condivisibili gli sforzi del Governo che ha voluto introdurre nel Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri una serie di importanti misure, quale quella del salario giusto, in modo che la contrattazione sia garantita, senza ricorrere ad una cifra oraria prestabilita che non è garanzia di rispetto dei diritti dei lavoratori. Significativa anche la misura che stabilisce che gli incentivi pubblici verranno erogati solamente a favore di chi garantisce ai dipendenti una retribuzione corretta, all’interno di contratti regolari, per i quali i parametri restano i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative a livello nazionale.
Si tratta, dunque, di misure che si pongono come obiettivo il rispetto dei lavoratori, il rispetto dei contratti, il rispetto della contrattazione. Mi sia consentito anche di rivolgere un invito al rispetto degli obblighi in ordine alla sicurezza sui luoghi di lavoro, in tutti gli ambienti lavorativi ma specialmente in quelli dove i rischi per i lavoratori sono maggiori. Non si lesini sulla formazione dei lavoratori, sui dispositivi di protezione, sul rispetto delle buone prassi: le norme di sicurezza sono una forma di rispetto della vita dei lavoratori. Quando si parla di rispetto per la vita, si deve rivolgere una particolare attenzione anche al tema delle norme di sicurezza. Nulla e nessuno deve essere immolato sull’altare del profitto. Auguri, dunque, a tutti i lavoratori, con l’auspicio che il lavoro sia per tutti occasione di crescita e di promozione umana.
Suor Anna Monia Alfieri, 1° maggio 2026
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