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Il blitz di viale Mazzini

Perché è folle bloccare la fiction su Dalla Chiesa

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Il prossimo 3 settembre si celebrerà il quarantesimo anniversario dell’assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso a Palermo per mano di Cosa Nostra a pochi mesi dal suo insediamento quale nuovo prefetto del capoluogo siciliano. Proprio in occasione del quarantennale dell’uccisione del generale, la Rai aveva deciso di programmare la messa in onda della fiction in suo ricordo, salvo poi decidere di farla slittare a causa della candidatura di Rita Dalla Chiesa, figlia del generale, alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre.
La nota conduttrice ha infatti deciso di “scendere in campo” con Forza Italia e sarà capolista alla Camera al proporzionale nel collegio Molfetta-Bari, e all’uninominale di Molfetta e poi anche in altre regioni. Alla decisione di candidarsi di Rita Dalla Chiesa é seguita quella dei dirigenti di Rai Fiction di bloccare la messa in onda della serie, facendola slittare a dopo il 25 settembre. Il rinvio della miniserie in quattro puntate, insieme a quello della conferenza stampa di presentazione, é stato deciso sulla base del regolamento sulla par condicio varato dalla Commissione di Vigilanza.
Una decisione, quella dei vertici Rai, figlia dell’ipocrisia, che in nome delle logiche della campagna elettorale finisce per sfregiare la memoria di un autentico monumento nazionale qual è il generale Dalla Chiesa, simbolo della lotta dello Stato contro Cosa Nostra, il terrorismo e le Brigate Rosse. Una scelta a dir poco surreale, ai limiti del ridicolo, inaccettabile. Il sacrificio di Carlo Alberto Dalla Chiesa e il suo impegno nella lotta contro il terrorismo prima e la mafia poi, non possono e non devono passare in secondo piano rispetto all’agone della campagna elettorale e alle norme sul par condicio. Che poi, a ben vedere, ci sarebbe molto da discutere (e da obiettare) sulla par condicio operata in Rai.
Tuttavia, anche volendo mettere da parte qualsivoglia valutazione in merito all’equità dei palinsesti Rai, permane la forte perplessità nei confronti della decisione, unitamente alla speranza che, dalle parti di Viale Mazzini, possano ravvedersi e correggere una decisione profondamente ingiusta, che non rende onore né all’azienda né al sacrificio di Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Salvatore Di Bartolo, 26 agosto 2022