Perché Giuli al Maxxi è un’ottima scelta

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giuli maxxi

Credo che Alessandro Giuli abbia l’equilibrio per condurre il Maxxi oltre i confini raggiunti dalla Melandri, la cui presidenza ha avuto un carattere marcatamente politico di cui lei ha cercato con impegno e passione di liberarsi. Ma era difficile per il ministro di un nuovo governo dimenticare che lei era stata alla guida del dicastero per la Cultura in quota Pd.

Giuli non è un uomo di partito, è uno studioso, con passioni e curiosità nel mondo dell’arte e senza rendite di posizione. Con la sua cultura, in un museo di arte contemporanea, sopperirà all’esperienza. In un museo che non si è allontanato dai cliché dell’arte contemporanea prevalente, porterà una componente notevole di pluralismo, che è nella vera e propria babele dell’arte contemporanea. Un segnale sarebbe una grande mostra su Antonio Lopez Garcìa, segnale evidente di discontinuità rispetto ai riti prevedibili dell’arte contemporanea.

Giuli non avrà pregiudizi. Gli ho suggerito di non disperdere l’esperienza della Melandri ma di trarre beneficio dalla sua lunga esperienza al Maxxi attribuendole una funzione operativa in merito al coinvolgimento di attori privati e di fondazioni, aprendo un dibattito sul significato dell’arte contemporanea.

Vittorio Sgarbi, 26 novembre 2022

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