Perché i criminali sanno sempre di farla franca

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polizia antisommossa (1)

In Italia si sta evidenziando, giustamente la gravità della situazione sicurezza ormai fuori controllo. Parliamo spesso delle malefatte di gente arrivata nel nostro paese con una conoscenza incredibile dei diritti ma scarso apprendimento di quelli che sono i doveri. Hanno già capito che il loro vivere da delinquenti non verrà punito dalla nostra legge, sanno perfettamente che questa sinistra e questi magistrati che ne fanno parte, troveranno sempre il cavillo per portarli in grembo e come una madre difenderli con l’accusa verso lo stato di non dare loro un lavoro, una casa e una vita dignitosa.

Hanno capito che nessuno li potrà mai fermare, hanno capito che ogni loro atto vandalico sarà perdonato senza sanzioni, giudizi e galera. In questi giorni molti talk televisivi stanno evidenziando la pericolosità delle grandi città, metropolitane insicure e altamente pericolose, senza dimenticare anche le zone della periferia di città più piccole. Nulla da dire, ma solo situazioni da prendere in mano in modo forte e severo. Il problema non è l’intensità con il quale si potrebbe cercare di mettere fine a questa delinquenza, il problema è che la stanchezza del dover sopportare tutto questo potrebbe scatenare una sorta di giustizia fai da te. Questo sarebbe molto più pericoloso. Quindi ben venga un fattibile stato di polizia.

Fosse per me, scatenerei l’esercito per fare una pulizia generale di delinquenti, convinti che rubare sia un mestiere. Fosse per me li metterei ai lavori forzati a vita. Questi non vogliono essere integrati, accolti. Questi vogliono la nostra terra. Punto. Sento spesso parlare di fughe di cervelli. Questi ragazzi che dopo aver preso la laurea se ne vanno via dall’Italia per lavorare all’estero, convinti che questo sia un Paese morto. Ma non sento mai parlare dei giovani coraggiosi che hanno studiato all’estero e ora tornano in patria perché sono convinti che possiamo tornare grandi e credetemi, le possibilità ci sono.

Non possiamo restare a guardare, forse un governo può anche ascoltare queste giovani voci che credono nel loro paese, ci sono ancora tanti, tantissimi giovani che vogliono restare qua, vogliono far crescere l’Italia ed è per loro che vale la pena combattere. L’appello che faccio al governo Meloni è questo. Più attenzione verso i nostri bravi ragazzi e più severità e cortesia verso chi non rispetta la nazione e ricambia l’accoglienza con la delinquenza. Forse è il caso di ricordare che “Dio, patria e famiglia” è un motto attribuito a Giuseppe Mazzini e associato alla sua organizzazione, la Giovine Italia. Il suo significato originario includeva anche l’umanità, considerata un circolo più grande che conteneva la patria e la famiglia. L’organizzazione voleva un’Italia unita, repubblicana e democratica.

Questa espressione è stata ripresa nel corso della storia, a volte in modo diverso, ad esempio dal regime fascista e più recentemente da Fratelli d’Italia, che la collega a un’idea di identità nazionale e protezione dei valori tradizionali. Smettiamola con questi poveri stereotipi in cui si abbina la frase “patriotica” al fascismo. Cerchiamo di essere meno tolleranti verso chi non ci rispetta è più nobili verso la nostra Italia.

Beppe Fantin, 17 dicembre 2025

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