Società

Perché la targa per monopattini è un’idiozia illiberale

Sono entrati in vigore i nuovi obblighi per i monopattini elettrici, discriminati rispetto alle biciclette

monopattini obbligo targa multe Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Come è noto, nel mese di maggio sono entrate in vigore norme piuttosto restrittive per chi utilizza i monopattini elettrici (il 16 luglio prossimo entrerà in vigore l’obbligo assicurativo verso terzi, che si aggiunge a quello della targa e dell’uso del casco). Ebbene, qualcuno penserà che a questo punto i possessori di questo piccolo mezzo di trasporto possano quanto meno muoversi negli stessi spazi consentiti alle comuni biciclette. Niente di tutto questo, malgrado questo carico di costosi adempimenti, ai loro possessori è consentito di spostarsi esclusivamente all’interno dei centri abitati.

Infatti, è rigorosamente vietato circolare sulle strade extraurbane ordinarie, mentre è consentito farlo solo su quelle urbane – con limite massimo fino a 50 kmh- , sulle piste ciclabili e sulle aree pedonali. Un divieto che, vorrei ribadire, non esiste per chi va in bici, elettrica o meno che sia, e che se per avventura esso dovesse essere allargato anche alla platea dei pedalatori, si rischierebbe una vera e propria sollevazione popolare, visto che si stima che circa 10 milioni di italiani usano regolarmente la bicicletta, mentre altrettanti la prendono occasionalmente.

Tant’è che in questi giorni mi ha chiamato un mio vecchio amico che vive in Lomellina, a qualche chilometro da Garlasco, il quale, non potendosi permettere un’autovettura aveva cominciato a muoversi nel suo circondario proprio con un monopattino elettrico. In particolare lo usava per recarsi dal suo piccolo paese a Mortara, principale centro agricolo della zona, per fare la spesa. Si tratta di un breve tratto di strada, tutta pianeggiante e poco trafficata, di cui circa 3 km extraurbana. Un tratto di strada che conosco bene e che, soprattutto nelle belle giornate, viene spesso percorsa da persone che passeggiano, tanto a piedi che in bicicletta.

A questo punto, preso atto del – a mio avviso – demenziale divieto, il mio amico, che sta per compiere 75 anni, si è visto costretto a riportare in auge la sua vecchia bici da passeggio, con la quale, vorrei sottolineare, c’è molta gente che, provenendo da ogni parte d’Europa, attraversa in lungo e in largo la Penisola senza, almeno per ora, incorrere in qualche multa.

Tutti soggetti che, rispetto agli sfortunati possessori del monopattino elettrico, non sono obbligati ad avere una targa, una assicurazione e ad indossare il casco protettivo.

Come dire, avete voluto il monopattino e volete circolare anche fuori del comune? Bene, allora pedalate! La domanda che viene spontanea è la seguente: ma chi ha avuto la geniale idea di imporre questa discutibile limitazione?

Claudio Romiti, 25 maggio 2026

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