Perché Leone non può accettare i matrimoni gay (spiegato facile)

Papa Prevost ha ripetuto quello che anche Francesco aveva affermato, anche se i media progressisti puntavano su altro

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Tutti sorpresi, tutti disorientati: ma come, Papa Leone dice che la famiglia è solo quella composta da uomo e donna? Com’è possibile? Ora, io non capisco se ci siano o ci fanno. Papa Leone non ha fatto altro che ripetere ciò che in due diverse circostanze, nel 2018 e nel 2019, in occasioni pubbliche, aveva già avuto modo di dire Papa Francesco, secondo alcuni una sorta di Che Guevara vestito di bianco: le stesse identiche parole.

Persino nella tanto vituperata Amoris Laetitia, per ben 241 volte veniva ribadita da Bergoglio l’importanza e la bellezza della famiglia basata sul matrimonio fra uomo e donna. E non può essere diversamente, perché la Chiesa ha una sua dottrina che si approfondisce, ma che resta ferma nei suoi fondamenti che non possono essere cambiati arbitrariamente, nemmeno da un pontefice. Possono evolversi, certo, ma con riflessioni nel tempo della Chiesa, non del singolo Papa. Che è bene ricordarlo, non è il capo, quello è Cristo.

Tuttavia, sia Francesco che Leone hanno avuto parole di attenzione anche a chi non vive la relazione uomo-donna. Lo stesso Leone, ieri, nella stessa frase che tanto ha sconvolto, ha invitato i governi, perché è a loro che si rivolgeva, a riconoscere comunque la dignità di ogni persona. Perché esiste una distinzione fra spirituale e temporale. E nell’ambito dello spirituale, della Fede, oggi dalla Chiesa non ci si può aspettare di più. Perché è bene ricordare che, ad oggi, la Chiesa considera ancora l’omosessualità un peccato.

Ed è però interessante chiedersi anche il perché, è una domanda che bisogna farsi, altrimenti si rischia di subire i princìpi della Chiesa, anziché abbracciarli e condividerli o anche solo rispettarli. La risposta che viene spontanea è: perché la Chiesa è omofoba. Non è così, anche perché è un precetto che risale a tempi in cui l’omofobia manco si sapeva cosa fosse, tanto era diffusa come pratica. In tanti, per spiegarlo, citano passaggi dell’Antico Testamento, in cui l’omosessualità viene effettivamente condannata senza alcuna remora. Ma il problema è persino più profondo, perchè è un qualcosa che ha a che fare addirittura coi dieci comandamenti. Mi spiego.

La Chiesa considera il sesso al di fuori del matrimonio un peccato. Perché? Perché il sesso viene accettato solo con la funzione di procreare. Non commettere atti impuri, questo significa, “cioè non disperdere il seme”, come cantava De Andrè nel Testamento di Tito. Essendo l’omosessualità impossibilitata per natura a procreare, diventa peccato. E un’unione che si basa su un peccato, che all’interno di un’unione verrebbe anche reiterato, non può essere accettata o benedetta dalla Chiesa. Perché la Chiesa possa accettare il matrimonio omosessuale, non dovrebbe semplicemente rivedere la propria posizione su questo punto, ma per non causare un tilt logico dottrinale, dovrebbe risalire fino al sesto comandamento e cambiarlo. Avete idea di cosa significherebbe? Ora capite perché non può essere semplicemente un Papa ad accettare i matrimoni omosessuali?

Guglielmo Mastroianni, 19 maggio 2025

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