
Questa mattina le forze dell’ordine hanno sgomberato Askatasuna, storico centro sociale di Torino, situato in corso Regina Margherita 47. L’edificio, occupato dal 1996, è stato al centro di perquisizioni avviate nell’ambito di indagini su disordini e atti vandalici. Tra gli episodi contestati ci sono l’assalto alla redazione del quotidiano La Stampa a novembre, la vandalizzazione delle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) durante l’Italian Tech Week di ottobre e le manifestazioni pro-Palestina. Secondo le autorità, l’occupazione dell’immobile da parte degli attivisti violava l’accordo del 2024, che prevedeva l’utilizzo esclusivo del piano terra dello stabile, mentre gli altri spazi erano dichiarati inagibili.
Scontri e presidi durante lo sgombero
La giornata è stata segnata da proteste e tensioni. Durante lo sgombero, centinaia di manifestanti si sono radunati davanti all’edificio occupato per cercare di impedirne la chiusura. Alcuni attivisti hanno bloccato corso Regina Margherita sedendosi al centro della strada. La polizia ha utilizzato idranti per disperdere la folla, mentre altri agenti hanno portato all’esterno bombole del gas, chiuso l’acqua e permesso agli occupanti di prelevare oggetti personali e due gatti. Intorno alle 18, circa mille persone si sono riunite in presidio davanti alla sede sgomberata. Uno striscione recitava: “Askatasuna vuol dire libertà. Il futuro comincia adesso”. Gli attivisti al microfono hanno annunciato: “Noi non molliamo di un centimetro, l’Askatasuna vive nelle strade e nelle lotte, non è solo quattro mura”. L’Ansa riporta che “i manifestanti in presidio di fronte al centro sociale hanno tentato poco fa di rientrare nell’edificio e sono stati respinti dal cordone di sicurezza delle forze di polizia, che ha utilizzato anche l’idrante”. A quel punto una parte degli attivisti “si è poi spostato verso il campus Einaudi, dove sono state fatte scritte sui muri, tra le quali ‘più sbirri morti’. Sono stati nuovamente dispersi con gli idranti”.
Il ruolo di Askatasuna
Askatasuna, il cui nome significa “libertà” in basco, è stato fondato il 13 febbraio 1996, quando un gruppo di militanti torinesi occupò l’edificio abbandonato nel quartiere Vanchiglia. Il centro è nato come omaggio al movimento indipendentista dei Paesi Baschi, senza legami organizzativi con l’Eta, ma con analogie ideologiche. Nei suoi quasi 30 anni di attività, Askatasuna si è posizionato come uno dei principali centri sociali autogestiti in Italia, noto per il coinvolgimento in movimenti antagonisti e per il ruolo nelle proteste No Tav.
Le accuse e le reazioni politiche
L’operazione di sgombero si è svolta alla presenza di 300 agenti di polizia inviati da diverse regioni. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, lo sgombero ha rappresentato “un segnale chiaro: non c’è spazio per la violenza nel nostro Paese”. Tuttavia, le reazioni politiche non sono mancate. Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, ha criticato l’operazione, definendola una “spettacolarizzazione della forza” che ha coinvolto un intero quartiere, costringendo alla chiusura temporanea delle scuole Gianni Rodari, Leone Fontana e Il Giardino delle Fiabe.
Il comunicato della questura
La questura ha ricostruito così la giornata: “Dopo la conclusione delle attività di polizia giudiziaria, effettuate su delega della Procura della Repubblica in relazione alle manifestazioni tenute nei mesi scorsi in città, sono state avviate e sono attualmente in corso, presso l’immobile di Corso Regina Margherita n. 47, le operazioni di messa in sicurezza dello stabile, disposte dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Torino. La violazione dell’ordinanza comunale che disponeva l’interdizione all’accesso ai piani superiori del fabbricato ha provocato la decadenza del patto di collaborazione come comunicato ai proponenti nella mattinata di oggi. È stata disposta l’interdizione degli accessi al compendio immobiliare, già dichiarato inagibile per i piani superiori dall’ASL e dai Vigili del Fuoco, con il supporto e la vigilanza delle Forze di Polizia. Il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha valutato altresì necessaria, in via prudenziale e in considerazione di possibili tensioni e proteste, la sospensione temporanea delle attività didattiche nei plessi adiacenti al sito interessato, a tutela dell’incolumità dei bambini e del personale scolastico. In attuazione di tali determinazioni, il Prefetto ha pertanto adottato l’ordinanza di sospensione della didattica per le giornate di oggi e di domani, dandone notizia ai Dirigenti scolastici e al Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale”.
Annunciata una nuova manifestazione
Durante il presidio del pomeriggio, è stato annunciato un grande corteo per sabato 20 dicembre alle 14:30 in piazza Santa Giulia, nel cuore del quartiere Vanchiglia. Gli attivisti hanno ribadito che il movimento non si fermerà. La questura ha riferito che alcuni manifestanti hanno anche tentato di rientrare nell’edificio sgomberato ma sono stati respinti dal cordone di sicurezza.
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