“Una bella notizia” ma chissà. Ma anche no. Ma come si fa. Perché qui tocca rimangiarsi un sacco di sbobba rivoluzionaria. Insomma succede che, l’avrete letto tutti ormai, Alberto Trentini ha spezzato le sue catene in Venezuela. Lunghe catene, molto più che un anno, 423 giorni infiniti da che era stato abusivamente arrestato come cooperante per effetto di quegli abusi senza ragioni, senza spiegazioni, senza legislazioni che solo in una bella dittatura, meglio comunista, si possono verificare. Con lui ritrova le ali della libertà l’imprenditore torinese Mario Burlò e il doppio rilascio, questo è chiaro a tutti, anche ai compagni, ahiloro, si deve al combinato disposto Trump Meloni, il primo che ha “invaso” il Paese fantoccio sudamericano impacchettandosi il suo dittatore democratico Maduro, attualmente il più amato dai comunisti barricaderi alla puttanesca che hanno momentamente mollato Gaza, la Palestina, Hamas e Hannoun per la nuova infatuazione coi baffi da cricheco e le mani inondate di sangue; la seconda che, evidentemente, non ha perso tempo nel riscattare due ostaggi che marcivano nell’abisso di una democrazia.
Gli stessi dei quali i compagni alla marinara, intesi come Flotilla, se ne sono sempre impipati, salvo usarli come arma polemica, “Meloni che fa? Come mai non li libera?”. Ma senza convinzione, anzi con evidente malizia, se non compiacimento, perché, nella loro logica bacata, se erano prigionieri del loro beneamato dittatore democratico qualcosa dovevano pure aver fatto, se lo meritavano, Maduro non sbaglia mai. L’arma gli è scoppiata in faccia all’improvviso questa mattina presto: e così i compagni trafelati, che negli ultimi tempi non fanno che spararsi addosso da soli, si son precipitati a mandare certe dichiarazioni cosmicomiche, che quando le fai pur di dire, anzi di non dire, allora è meglio non dire, sentite l’immancabile Salis, ormai influencer da centro social di gravità permanente che manco Chiara Ferragni: “Dopo 423 giorni di detenzione senza accuse formali, praticamente isolato da tutto e da tutti e trattenuto come un ostaggio, adesso per Alberto Trentin l’incubo è finito e bla bla bla. Questa è una bella notizia…”. Sì? Sicura, Salis? Dilla tutta, dai: trattenuto da chi, compagna? E come è possibile senza accuse formali in una democrazia quale quella sostieni vigesse in Venezuela, travolta dall’imperialismo americano? L’intervento di Salis è di un cinismo veramente esemplare perché con tutta evidenza ella ricalca la sua condizione su quella del cooperante di Lido di Venezia: detenuto senza accuse formali, isolato, ostaggio… Così uno legge e pensa: ma questa è lei, pover’anima, vedi un po’ cosa ha dovuto passare. Invece la signorina grandi forme di legalità alternative le accuse formali le aveva (tentato omicidio, per gradire), come peraltro un rosario di precedenti, e non era “un ostaggio” ma una imputata. Che a uno, solo per certi espedienti miserrrimi, verrebbe da proclamare: fuori Trentini e dentro Salis. Ma non lo facciamo, per via che siamo garantisti, noi (pure troppo, delle volte).
Ancora meglio, se possibile, il compagno Bonelli, del duo impresariale Bonelli&Fratoianni che ha appunto lanciato, per conto di Lella Schlein, la suddetta Salis nel reame eurocapitalista: il compagno Bonelli parla, spericolatamente, di “bellissima notizia” anche “per tutti gli altri detenuti che sono stati finalmente rilasciati”. Quindi ce n’erano altri? Quindi san Maduro, protettore di tutti i quelli che la mattina, mentre fanno colazione, dicono: oggi voglio scaricarne in cella duecento, così, come mi gira, non era tutto ‘sto democratico? Maddai! Evvai!, Bonelli “È un risultato importante (come mai?) che restituisce dignità” (come mai?), bla bla bla, fino all’uscita in triplo salto mortale carpiato reale senza rete: “Ora ci sentiamo ancora più impegnati per (sic!) aprire una nuova stagione fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla pace, affinché prevalgano la democrazia, i diritti e il rispetto della vita umana e non la violenza e la guerra…”.
Oh, la Madonna! Ma questi, parlano di democrazia pace e rispetto dei diritti??? Questi che difendono usque ad nauesam un Maduro, che paralizzano un Paese per via sindacale al solo scopo di rimpiangerlo, di imporre la loro rabbia siccome è stato deposto? Democrazia e pace, come a dire che nel loro amato Venezuela ce n’erano pochine? Senza faccia e senza vergogna, davvero. Senza anche citare mai quello che si sarebbe pappato la democrazia, i diritti, gli ostaggi, il rispetto della vita umana. Ah, che davvero a questo punto si può dire tutto e il contrario di tutto! Noi che pensavamo che Trentini, Burlò e tutti gli altri, non si sa quanti, li avessero riscattati Bonelli, Fratoianni (specializzati, gliene va dato atto), la sora Lelly, la sora Ilaler, Tomaso, Landini e compagnia compagna cantante (cantano Ernia, il loro rapper preferito). Compagnia che in questo caso canta a sproposito e, insieme, troppo e troppo poco: andrebbe preso e reso atto che questi tornano a casa perché in Venezuela è caduta una dittatura, la loro preferita, inserita in una trama di dittature formali o fattuali che vanno dalla Cina all’Iran (prossima fermata, preparatevi flotilleri); e che il governo italiano, con tutti i suoi difetti, si è subito mosso e ha avuto immediato riscontro. Invece niente, i nomi non si fanno, in nessun caso. Non conviene. Chi sa che rogna. Presto, portate un chirurgo per Bonelly e per Ilary, che gli stanno scappando ernie strozzate da tutte le parti.
Max Del Papa, 12 gennaio 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


