Politico Quotidiano

“Bimbi scalzi sui sassi per sentirsi come i migranti”. Bufera sul corso alle elementari

La denuncia della Lega: "Lavaggio del cervello: simulano la rotta balcanica". Il Pd: "Iniziativa di alto spessore civico"

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La denuncia arriva dalla Lega, con tanto di video. “Da Trieste arrivano immagini vergognose di bambini costretti dalle maestre a camminare scalzi sui sassi per ‘sentirsI’ come migranti clandestini. Scene inaudite che non pensavamo di dover mai commentare: le maestre di questa scuola elementare di Marostica (Vi), hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello a questi piccoli!”, scrivono in una nota l’europarlamentare della Lega Anna Cisint e il senatore e segretario Lega Fvg, Marco Dreosto. “Prima hanno simulato a scuola la rotta balcanica, portando dei bambini a camminare scalzi, bagnati e bendati sui sassi. Dopo, evidentemente non contente, li hanno portati a Trieste, in piazza Libertà, in mezzo ai clandestini, dove solo pochi giorni fa, tra l’altro, è accaduto l’ennesimo gravissimo fatto di sangue tra extracomunitari”.

Scontata la polemica. E anche l’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Valditara e a quello dell’Interno Piantedosi. L’obiettivo, dicono i leghisti, è “segnalare questa situazione inaccettabile e chiedere immediati provvedimenti nei confronti di queste maestre. Ma quante di situazioni così ci saranno!!? I bambini non si toccano”.

Dura la risposta del Pd veneto. “Di fronte a una iniziativa educativa di alto spessore civico, costruita all’interno dell’autonomia scolastica e con la condivisione delle famiglie, è vergognoso che l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto bambini e l’istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali”, ha detto la consigliera regionale veneta del Pd Chiara Luisetto. “Cisint – prosegue Luisetto – ha usato tutto il bello di questa esperienza scolastica per gettarlo nel tritacarne, aizzandovi contro il peggio che l’animo umano può esprimere dietro una tastiera. Si tratta di una strumentalizzazione vergognosa di una politica becera che punta a trarre consenso dall’odio. Non è accettabile mettere in discussione la serietà della scuola”.

Articolo in aggiornamento

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