Politico Quotidiano

Bomba a Ranucci, Meloni ora va all’attacco: “Non ho sentito scuse”

Le premier su Bologna: "Tolleranza zero contro chi sfascia le città". Poi l'affondo contro Lepore

giorgia meloni bilancio 3,1 Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La linea è quella della fermezza. E, parlando al Giornale, Giorgia Meloni sceglie di partire proprio dagli scontri di Bologna per ribadire che il governo non intende arretrare di fronte alle violenze di piazza. La presidente del Consiglio torna sui disordini scoppiati durante il presidio organizzato dopo la morte di Fakir, puntando il dito contro la gestione del sindaco Matteo Lepore e difendendo l’operato delle forze dell’ordine.

Secondo Meloni, l’esecutivo continuerà sulla strada della repressione dei fenomeni di violenza urbana. “Tolleranza zero”, scandisce la premier, spiegando che il messaggio deve essere chiaro nei confronti di “chi pensa di poter sfasciare tutto, terrorizzare le persone perbene e trasformare i nostri quartieri in zone franche“. Nel passaggio dedicato ai fatti di Bologna, la presidente del Consiglio critica apertamente l’iniziativa promossa dal primo cittadino. Per Meloni, il cosiddetto presidio per la pace si è trasformato nell’ennesima occasione sfruttata dai gruppi antagonisti per colpire la polizia e alimentare un clima di tensione, confermando la necessità di una risposta sempre più rigorosa contro chi utilizza le manifestazioni come copertura per mettere a ferro e fuoco le città. “Ho trovato irresponsabile l’idea del Sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità”, ha detto la premier. “Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell’Ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la Polizia e seminare violenza in città. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mal scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell’Ordine”.

L’intervista affronta poi anche il caso di Sigfrido Ranucci, che la premier inserisce nel più ampio tema del pluralismo dell’informazione. Meloni rivendica di aver espresso solidarietà personale al conduttore di Report dopo le minacce ricevute, ma respinge con decisione le accuse rivolte al governo. “Non ho sentito scuse, e non me lo aspetto – ha risposto alla domanda sulle accuse di Schlein alle ‘destre di governo’ subito dopo l’attentato – Quello che si è sentito, però, molto forte è l’imbarazzato silenzio della sinistra e di quella parte della stampa che ha alimentato quei surreali teoremi”.

Secondo Meloni, una parte della sinistra continuerebbe ad avere «una concezione tutta sua della libertà», arrivando ad accettare il pluralismo soltanto quando coincide con le proprie posizioni. Da qui la critica verso chi, sostiene la premier, attacca giornalisti e testate considerate non conformi, mentre allo stesso tempo accusa il governo di voler limitare la libertà di stampa.

Nell’intervista la presidente del Consiglio affronta anche altri temi di attualità, dalla vicenda di Mario Roggero alla criminalità giovanile, fino ai rapporti con gli Stati Uniti e alla stabilità dell’esecutivo. “È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate”, ha spiegato la premier. “Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto del propri giorni in carcere, perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia. Come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamo-ci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo”.

Infine un passaggio sulla legge elettorale e sulle alleanze a destra: “Penso sia utile per la Nazione avere una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità e permetta a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno”, ha spiegato la premier. “Questo è il cuore della riforma ed è quello che fa impazzire la sinistra, che è abituata a governare anche quando perde le elezioni, proprio grazie ai giochi di palazzo. Ma questa Nazione merita di non tornare indietro. E sulle preferenze non ho cambiato idea“. Su Vannacci, invece, portone chiuso in faccia: “Non sarebbe serio proporre un’alleanza da parte di chi ha sempre votato contro la fiducia a questo governo, per mandarlo a casa”. Perché “il centrodestra – ha spiegato – si presenta per quello che è sempre stato: una coalizione di persone e movimenti che stanno insieme per scelta, con un progetto per l’Italia che viene prima dei loro destini personali. Non è un cartello messo insieme il giorno prima del voto con chi, fino al giorno prima, ha cercato di affossarti in ogni modo. Quello è il metodo della sinistra e non ha funzionato alla prova del governo”.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Lepore e la piazza rossa - Vignetta del 21/07/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lepore e la piazza rossa

Vignetta del 21/07/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni