
Caro Piero Pelù,
salire sul palco del Primo Maggio con un fazzoletto dal chiaro richiamo ideologico marxista, leggere un ricordo dei bonificatori di Chernobyl e raccogliere applausi e pugni chiusi come da liturgia anticapitalista della sinistra è una mistificazione storica che stona parecchio.
Quegli uomini meritano rispetto, ma anche verità, perché furono mandati a sacrificarsi non come “martiri del lavoro” e vittime del capitalismo cattivo. Furono vittime di un sistema comunista fondato su segretezza, propaganda e disprezzo della verità, che nascose il disastro e spedì migliaia di persone a contenerlo spesso senza adeguata protezione.
L’ennesima sceneggiata ideologica da palco del Primo Maggio, decisamente non era opportuna.
Alessandro Onofri, 3 maggio 2026
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