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“Votate No contro di me? Tanto non mi dimetto”. L’intervento di Giorgia Meloni – VIDEO

A Milano l'evento di FdI a sostegno della riforma del ministro Nordio. Tanti ospiti, previsto l'intervento della premier

2026-03-12T19:00:27+01:00

L'intervento di Giorgia Meloni

“Sono giornate di grande attenzione e di enorme lavoro perché da una parte siamo concentratissimi ovviamente sulla crisi internazionale, sulla diplomazia da mettere in campo per evitare un ulteriore allargamento della crisi” in Medio Oriente, “sulle risposte che dobbiamo dare alle possibili ripercussioni per la nostra economia e quindi ovviamente per i cittadini. Ma dall’altra io non volevo rinunciare, noi non vogliamo rinunciare a dedicare la giusta attenzione che merita il traguardo epocale di riuscire finalmente a riformare in Italia anche la giustizia”, ha detto la Meloni.  “Qui è tutta una questione di coraggio. Il coraggio di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile. Il coraggio di maturare le proprie convinzioni andando nel merito delle cose, interrogandosi con la propria testa oltre allarmismi, mistificazioni e perfino menzogne che abbiamo ascoltato in questi mesi. E soprattutto il coraggio di voler cambiare per migliorare le cose. Perché in Italia tutte le volte che si vuole modernizzare o riformare qualcosa puntualmente si grida alla deriva illiberale, all’attentato all’ordine costituzionale, alla fine dello Stato di diritto. Ma in questo catastrofismo si nasconde solo una spasmodica volontà di mantenere lo status quo per difendere le incrostazioni, per difendere i privilegi che in quello status quo si annidano e proliferano, a vantaggio di alcuni sulla pelle di tutti gli altri”.

E ancora: “Allora, io voglio dire non abbiate mai paura della libertà del vostro pensiero. Non abbiate mai paura di scegliere quello che è giusto a quello che non lo è. Non abbiate paura di optare per il merito delle cose in luogo dello schieramento. Non abbiate paura di preferire il popolo alle caste. E non abbiate paura soprattutto di fare quello che è necessario per mettere l’Italia in condizione di correre e di tornare a stupire. Fidatevi del vostro istinto. Fidatevi della vostra intelligenza e non fidatevi mai degli slogan troppo semplici su materie che sono troppe complesse. Perché nella eccessiva semplificazione si nascondono sempre delle trappole”.

“Qui è tutta una questione di coraggio, di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile”, ha aggiunto. “Il coraggio di maturare le convinzioni andando nel merito nelle cose e interrogarsi oltre la cortina fumogena delle menzogne che abbiamo ascoltato”. E ancora:  “Non facciamo questa riforma perché ce l’abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura” ma “per sistemare quello che non funziona anche per i magistrati e soprattutto per i cittadini, noi a loro abbiamo promesso una nazione migliore”.

Meloni ha poi aggiunto: “Non devo ricordare quante volte in passato gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati” a causa “dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica”. “Dopo decenni di rinvii e tentativi mancati – ha aggiunto – abbiamo approvato una riforma storica che affronta i principali problemi alla base del malfunzionamento della giustizia. Il compito del potere legislativo è fare leggi per correggere le storture”.

“Se la giustizia è lenta e si inceppa, le conseguenze le pagano tutti, le scelte dei magistrati impattano su tanti aspetti della nostra vita”, ha aggiunto Meloni. Quello dei magistrati “è un potere enorme ed è l’unico a cui non corrisponde una adeguata responsabilità, perché se un magistrato sbaglia, non subisce alcuna conseguenza, anzi spesso avanza di carriera”.

“’No al controllo della politica sulla magistratura’ lo dice il fronte del No, e io sono d’accordo con loro, ma segnalo sommessamente che allora devono votare Sì perché votando No, questo non si raggiunge. Perché il controllo della politica sulla magistratura noi ce lo abbiamo oggi. Ce lo abbiamo nell’attuale sistema e la riforma serve anche a eliminare quel controllo”, ha aggiunto Meloni. “Perché non si dice la verità? Perché sarebbe un pò difficile da parte di molti sostenitori del No sostenere la verità – ha spiegato la premier -, e cioè che loro vogliono controllare la magistratura, per questo difendono lo status quo con le unghie e con i denti, perché sanno che noi stiamo facendo una riforma che impedisce alla politica di qualsiasi estrazione di controllare la magistratura. Capite bene che se dicessero la verità, l’argomento non sarebbe molto accattivante per la campagna elettorale e quindi si cerca di dire cose che non stanno in piedi”.

E a chi sostiene che la riforma trasformerà l’Italia in un Paese illiberale: “Abbiamo assistito all’armamentario del rischio della deriva illiberale, ma qualcosa non torna. Se si considera che la separazione delle carriere è già in vigore in 21 dei 27 paesi della Ue, io dico sono tutti in una deriva illiberale o siamo noi che siamo indietro?”, ha detto Meloni. “L’unica differenza tra il sistema attuale e quello che introduciamo noi è che nel sistema attuale l’appartenenza alla corrente vale più del merito, e nel sistema che introduciamo noi vale il merito solamente. E questo toglie alle correnti l’enorme potere che hanno non verso di noi, ma sui magistrati stessi. Ecco perché io considero che questa sia soprattutto una riforma fatta per il bene di tanti magistrati capaci che nella loro carriera sono stati mortificati perché non si piegavano alla logica delle correnti politicizzate”.

Poi l’affondo: “Io capisco che loro gridino al complotto, ma fatemi dire: ma non è mica colpa dei giudici se questi non sanno scrivere delle leggi senza violarne delle altre?! Ma l’altro giorno Meloni ha detto che i giudici le impediscono di governare con la maggioranza che è in Parlamento. No, al massimo i giudici impediscono di governare violando le leggi. Basta rispettarle. Basta rispettare le leggi e la Costituzione”.

Sull’Alta Corte, Meloni ha aggiunto: “Non vedremo più casi di magistrati palesemente negligenti che non hanno risposto a nessuno” perché “se c’è qualcosa di più odioso di un sistema che non garantisce che un magistrato paghi per i propri errori è un sistema che chiude gli occhi e consente che” chi sbaglia “riceva valutazioni positive per fare carriera, in uno Stato che si definisce giusto e serio non è accettabile”. “Chiunque è responsabile – ha aggiunto – deve rispondere e non deve essere promosso così come chi fa bene merita di essere valorizzato e non di restare al palo perché non aveva le amicizie giuste”.

Infine l’appello a chi non vota il governo ma vorrebbe cambiare il sistema: “Io consiglio di non cadere nella trappola di chi dice: non importa il merito, bisogna andare a votare no contro la Meloni. Lo consiglio soprattutto a coloro che mi detestano. Perché intanto non c’è alcuna possibilità  che io mi dimetta in nessun caso. Io voglio arrivare alla fine della legislatura. Voglio arrivare alla fine della legislatura e voglio farmi giudicare sul complesso del mio lavoro”. Quindi “se votate no, vi tenete questo governo e anche una giustizia che non funziona”.

2026-03-12T15:01:00+01:00

L'evento di FdI a Milano

2026-03-12T15:00:00+01:00

Gli interventi previsti

Al Teatro Franco Parenti SALA ALTA CORTE DISCIPLINARE

Introduce: Carlo Fidanza

Intervengono: Guido Camera, Giovanni Guzzetta, Hoara Borselli, Francesco Greco, Alberto Balboni, Paolo Del Debbio, Gino Zavalani, Antonino Monteleone, Italo Bocchino, Claudio Velardi, Stefano Esposito, Marco Bravaccini, Maurizio Belpietro, Chiara Colosimo, Andrea Delmastro

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