“Coacervo di manovre nascoste”. Quando Mattarella chiedeva la riforma del Csm

In un intervento del 2019, dopo lo scandalo Palamara, il Presidente della Repubblica non risparmiò critiche nei confronti del sistema

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mattarella

Simonetta Matone ha perfettamente ragione, quando censura le parole di Nordio sul Csm, dicendo che oltre al fatto che abbiano agevolato la rimonta del No, siano cose che pensano tutti, ma che non vadano dette pubblicamente. Ed è vero: del Csm, in tanti pensano le peggiori cose. Ad iniziare da Nino Di Matteo, che oggi giustamente chiede di non essere strumentalizzato e afferma di essere contrario alla riforma, ma che i metodi del Csm fossero non para, come detto da Nordio, ma proprio mafiosi, lo ha detto due volte, a distanza di un anno, la seconda volta addirittura quando lui stesso da qualche mese faceva parte del Csm.

Che il Csm sia un mercato delle vacche, non è un copyright Nordio, ma viene detto per la prima volta nel 2019 da Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e in quel momento eurodeputato del Pd. La composizione di un Csm tramite sorteggio, peraltro, proprio con lo scopo di anestetizzare l’influenza delle correnti, la hanno più volte sostenuta in passato illustri esponenti del No al referendum, ai quali legittimamente questa riforma oggi non piace, ma hanno comunque evidenziato in passato come lo strumento di autogoverno dei magistrati fosse tutt’altro che un consesso di educande. Ma è dal cittadino italiano più prestigioso, nonché presidente del Csm, che in passato sono arrivate le parole più dure. Nel giugno del 2019, nel pieno dello scandalo Palamara, Mattarella dice: “Il coacervo di manovre nascoste, di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il Csm, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell’ordine giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla magistratura”.

Non vi basta? Il bello deve ancora venire: “Vi è la necessità di modifiche normative, ritenute opportune e necessarie, in conformità alla Costituzione. Ad altre istituzioni compete discutere ed elaborare eventuali riforme che attengono a composizione e formazione del Csm.” Avete capito bene: il Capo dello Stato invitava a valutare diversi modi di formazione del Csm: quello che fa la riforma proposta, con il sorteggio.
Per cui, ribadisco, ha ragione la Matone: del Csm sono in tanti a pensare le peggiori cose. Solo che non è opportuno dirle in pubblico.

Guglielmo Mastroianni, 22 febbraio 2026

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