C’è maretta nel Movimento Cinque Stelle dopo l’apertura di Giuseppe Conte ai centristi nel “campo progressista”, o come si chiamerà. Soprattutto perché – se è vero che Azione di Calenda non si alleerà mai coi grillini – allora l’unico centrista a cui viene da pensare è Renzi. E l’idea di vedere, o rivedere, Giuseppi e Matteo insieme è qualcosa che non proprio a tutti va giù. Soprattutto a Chiara Appendino, che proprio oggi ha espresso un altolà mica da niente contro il suo leader, con cui da tempo è entrata in rotta di collisione.
Partiamo da Conte che, due giorni fa, all’apertura di Nova, la nuova piattaforma programmatica grillina, si è rivolto alle “nuove iniziative moderate di segno centrista”, affermando che “il M5S non è né settario, né chiuso rispetto ad altre iniziative politiche”. Il riferimento, probabilmente, è anche al nuovo contenitore che potrebbe nascere da Italia Viva, a cui si è aggregata ultimamente anche Marianna Madia, in uscita dal Pd. “Quel che conta – ha detto l’ex premier – sarà un programma chiaro e condiviso che favorisca finalmente i cittadini anziché i poteri forti”. Dunque: “Chi sposa questo progetto, chi a livello internazionale vuole costruire con noi orizzonti di pace e sicurezza nella linea tracciata da ultimo anche da Papa Leone“, ben venga. Un’apertura che Dario Nardella, esponente dem, ha ritenuto non figlia di “opportunismo”, ma di “realismo politico”. “Il centrosinistra, se è unito, vince. Meloni è a Palazzo Chigi perché quattro anni fa eravamo divisi, altrimenti avremmo vinto – ha detto – La nostra unità è la precondizione. Certo, bisogna correre. Ognuno faccia il suo percorso, ma dobbiamo subito cominciare a scrivere il programma comune”.
Il problema è che l’idea di andare al governo con tutti dentro, incluso l’odiato Renzi, non affascina proprio tutti. Base inclusa. “Arrivo da due giorni di Nova, abbiamo incontrato i cittadini, hanno parlato tante persone che chiedono di mettere al centro il diritto a curarsi, allo studio, al lavoro, a un salario dignitoso. Ed è con loro che costruiamo le prime alleanze. Poi vedremo. Io non sono ossessionata dal perimetro. Però non riscriviamo la storia, cioè quello che Renzi ha fatto io non lo dimentico”, ha detto Chiara Appendino. “Se Renzi vuole ragionare su una legge sul conflitto di interessi o sul salario minimo, ci ragioniamo, ma questo viene dopo”. Insomma: “Io la storia non la riscrivo e non dimentico quello che ha fatto”. Quindi calma e gesso: le alleanze non possono considerare “le persone” come “pacchetti di voti che sposti stando seduto all’interno dei palazzi o nei tavoli di partito”. E visto che “Renzi ha fatto cadere un governo, ci ha mandato a casa per non far gestire al presidente Conte il Pnrr”, premiarlo con un posto d’onore nel Campo Largo potrebbe apparire un tantino troppo. “Io non sono ossessionata dal perimetro delle stanze, dagli accordi di partito: sono ossessionata dal portare a votare chi oggi si sente escluso e non protetto dallo Stato – ha concluso la grillina – Parliamo con loro. In questi due giorni c’è stata una partecipazione incredibile a Nova in tutta Italia. Abbiamo visto che c’è voglia di tornare a essere protagonisti”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


