Leggo da un post sui social dell’Anm, associazione nazionale magistrati: “Parodi smonta i falsi miti sulle correnti. Qualcuno nel fronte del sì al referendum sostiene che tutti i magistrati devono iscriversi alle correnti perché altrimenti non avranno mai le valutazioni di professionalità, avranno dei problemi disciplinari, non avranno mai un incarico direttivo. Allora come si spiega che degli oltre 9mila magistrati ci siano solo 2mila iscritti a queste correnti?”.
Segue video in cui il presidente dell’Anm Parodi sostiene ciò che c’è scritto: le correnti sono un falso problema, visto che solo una minoranza dei magistrati è iscritto. Incuriosito da questa ferma presa di posizione, anche perchè questo post nel frattempo viene ripreso e circola su varie bacheche, faccio una verifica: effettivamente, solo il 23% dei magistrati risulta aver aderito ad una delle correnti dell’Anm. Beh, fin qui, chapeau a Parodi, ha detto una cosa vera. Il problema per Parodi e per tutti quelli che hanno usato questi numeri senza un minimo ragionarci sopra, è che questo post è la confessione pubblica, aperta, tangibile e riscontrabile dell’influenza delle correnti su tutta la magistratura e sul sistema giustizia in generale.
Con questo post, Parodi dimostra con precisione il contrario di ciò che vorrebbe dimostrare. Perchè? Sempre per una questione di numeri: mi sa spiegare Parodi, infatti, il motivo per cui se solo il 23% dei magistrati è iscritto a correnti, la percentuale di membri togati in Csm, aderenti ad una corrente, è invece del 90%, cioè 18 su 20? Fosse vera la teoria Parodi, ne avremmo dovuti registrare giusto 5 o 6, non il triplo o più. Ma non finisce qui, perchè magari uno pensa che va beh, è un caso, in questa infornata nel Csm i migliori stavano con le correnti, ci può stare, curioso e quasi incredibile, ma può accadere di tutto, figurarsi. Serve quindi una controprova.
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E dove la si può andare a trovare, questa controprova? Ho preso in esame sei città, da nord a sud, dove andare a verificare nei rispettivi tribunali e procure, chi fosse il presidente e chi il procuratore, in sostanza, chi dirigesse giudici e pubblici ministeri, due ruoli apicali della magistratura e se fossero iscritti a qualche corrente: Torino, Milano, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo. Bene, in queste dodici posizioni di vertice, gli iscritti alle correnti sono 9: il 75%, curiosamente quella che risulta essere la percentuale dei magistrati indipendenti in tutto il nostro Paese. Tradotto, per dar ragione a Parodi, 9 su 12 avrebbero dovuto essere i non iscritti a correnti. Non solo non è così, ma è addirittura il contrario.
Concludo con un’ultimissima considerazione: all’Anm, risultano iscritti il 95% dei magistrati italiani, circa 9200. Di questi 9200, solo 2000 sono iscritti a correnti, per cui la stragrande maggioranza degli aderenti all’associazione sono indipendenti. Ebbene, il presidente dell’Anm è, appunto, Cesare Parodi iscritto ad una corrente, vicepresidente, segretario e vicesegretario, sono tutti iscritti a correnti. Il comitato direttivo centrale, è composto da 36 membri: tutti iscritti a correnti. E se tre indizi fanno una prova…
Guglielmo Mastroianni, 19 marzo 2026
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