
A Pisa altro sold out per la seconda e ultima recita della Carmen di Georges Bizet con la direzione di Beatrice Venezi, la direttrice del teatro la Fenice di Venezia la cui nomina è stata contestata dai sindacati degli orchestrali veneziani (e non solo) e da tutta la sinistra in quanto ritenuta inadeguata, o meglio ritenuta inadeguata in quanto non ha mai fatto mistero delle sue simpatie per la destra.
L’opera diretta dalla Venezi – che ha pure il presunto torto di essere donna e bella – si è conclusa con dieci minuti di applausi, tutti i critici che ne hanno parlato l’hanno definita “un trionfo”. Dieci minuti di applausi che suonano come fischi contro la sinistra alla Maurizio Landini che odia e cerca di distruggere tutto ciò che non appartiene al loro mondo.
Beatrice Venezi ha dimostrato che invece ci può essere vita culturale anche a destra e che il mondo reale sa apprezzarlo e riconoscerlo indipendentemente dalle sue idee politiche. Quei dieci minuti di applausi rimbombano ben fuori dal teatro di Pisa e smentiscono una narrazione faziosa che vuole relegare ai margini il merito per lasciare il posto all’appartenenza politica e ideologica.
In realtà la sinistra non ha alcuna supremazia, nell’arte come in qualsiasi altro campo. E ogni volta che si misura fuori dai suoi fortini mediatici, dai suoi riti sindacali, che siano elezioni o teatri il responso è chiaro e per lei spietato: gli italiani applaudono e votano i suoi nemici.
Alessandro Sallusti, 26 gennaio 2026
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