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DISUMANI

Gli insulti ad Eugenia Roccella nel giorno del suo dramma umano e il nuovo trionfo dell'irrazionalità

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Desidero esprimere, non senza profondo rammarico, il mio debol parere in merito ai commenti indirizzati alla ministra Eugenia Roccella, una donna che sta vivendo ore e giorni di grande dolore e di lacerante angoscia. Voglio, innanzitutto, richiamare un principio, il seguente: non dobbiamo mai dimenticare che il fondamento ispiratore della nostra quotidianità, nel pensiero e nella prassi, è la custodia del carattere umano della nostra umanità, detto diversamente, dobbiamo tutti avvertire e sentire il sacro rispetto che si deve ad ogni persona. Purtroppo la nostra società si dimentica dei principi, agisce senza pensare, ritiene che la parola espressa gridando, che l’affermazione forte contribuiscano a far sì che il proprio pensiero prevalga.

Il problema è, però, che, così facendo, l’irrazionalità, l’emozione del momento, il sentimento non controllato, l’impulso non solo non vengano guidati e frenati dalla ragione e dai nobili sentimenti che caratterizzano l’uomo ma, soprattutto, che si inneschi un modus operandi e vivendi che scateni, nel piccolo come nel grande, spirito di rivalsa e ritorsioni. L’umanità sta correndo un grave pericolo: il nuovo trionfo dell’irrazionalità, in tutti i suoi aspetti. Si tratta, dunque, di un pericolo reale da cui possiamo essere preservati solo ricorrendo al buon esempio, ossia all’esempio di vita offerto da chi è consapevole della dignità dell’uomo e della responsabilità che da tale dignità discende. I commenti apparsi sui social attorno alla vicenda che vede protagonista il marito della ministra Roccella sono la prova evidente, semmai ne avessimo avuto bisogno, di due dinamiche che hanno preso il sopravvento nella nostra società: la fine di qualsiasi percezione della dignità della persona umana, il dibattito politico portato avanti tramite la denigrazione dell’altro che non è considerato una persona, non è considerato un avversario, non è considerato un uomo o una donna che semplicemente ha idee diverse ma è considerato un nemico da combattere, non in forza della ragione ma in forza dell’insulto.

Come è possibile scrivere determinate affermazioni indirizzate ad una donna che sta vivendo un dramma lacerante ed improvviso? La contesa politica può arrivare a simili livelli di bassezza? Perchè simili livelli di bassezza sono stati raggiunti? E’ quantomai urgente rifondare moralmente l’agire politico, occorre che si percepisca chiaramente che vi è un’etica nella politica. Il problema vero è che si è reso necessario ricordare la necessità dell’etica: essendosi persa nella società, la politica – che ne costituisce il riflesso si è trovata sguarnita. Per questo ritengo che la classe politica debba ritrovare se stessa, debba ritrovare la percezione del proprio ruolo di esempio per la società, soprattutto per i più giovani, debba diventare il motore di un rinnovamento che sappia arginare le frange violente, che sappia proporre vie di dialogo in grado di fermare chi alla violenza non vuole rinunciare o chi desidera proporre progetti politici che nulla hanno a che vedere con la dignità dell’uomo. La politica deve trovare un nuovo patto tra le diverse forze: l’interesse del cittadino deve essere posto al centro, interesse inteso nella forma e nella sostanza.

Mi permetto di aggiungere che la politica deve trovare nuovo coraggio, di azione e di progetto, in grado di non lasciare spazio a chi vuole cavalcare il malcontento dei cittadini ricorrendo a progetti che nelle espressioni, nei riferimenti, nelle modalità non lasciano intravedere nulla di positivo per la società stessa, magari appoggiato da chi crede che la forza si fondi sul denaro e sulle armi. E’ una storia già nota, ma è nota anche la storia della fine che questi potenti hanno fatto. Uomini e donne della politica e delle Istituzioni, abbiate il coraggio di fare la differenza, abbiate il coraggio della testimonianza che un’alternativa all’insulto, alla denigrazione, allo scherno è ancora possibile.

Alla ministra Rocella, la mia solidarietà e vicinanza nella preghiera per le ore di angoscia che sta vivendo.

Suor Anna Monia Alfieri, 2 luglio 2026

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